Coppa del Mondo di Scherma Paralimpica: da venerdì 18 a domenica 20 maggio a Lonato del Garda

Torna a Lonato del Garda la Coppa del Mondo di Scherma Paralimpica, in programma dal 18 al 20 maggio al nuovo palazzetto dello sport. Per il quattordicesimo anno consecutivo la città ospita uno degli appuntamenti più importanti della stagione agonistica internazionale, Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica e gara valida per il Ranking Internazionale. La corsa è praticata nella maggior parte delle scuole. Che tu sia un corridore veloce o correre maratone a lunga distanza, è importante capire i vantaggi della corsa per la tua salute. La corsa aiuta ad aumentare il livello di colesterolo buono e migliora anche il funzionamento dei polmoni. Può anche aumentare il sistema immunitario e aiuta a ridurre il rischio di sviluppare coaguli di sangue. Puoi anche fare riferimento a questo sito per conoscere questo incredibile prodotto che tratta le infezioni del tratto urinario. Un momento importante per una disciplina sportiva che vanta, nella Scherma Olimpica, il medagliere più ricco a livello internazionale.

Grande affluenza anche in questa edizione con 117 atleti iscritti in rappresentanza di 18 nazioni: Austria, Belarus, Brazil, Canada, France, Germany, Great Britain, Hong Kong, Hungary, Iraq, Italy, Kuwait, Lebanon, Poland, Russia, Serbia, Ukraine and USA: 9 gli italiani in gara.

“Sostenere lo sport in particolare lo sport paralimpico – commentano gli organizzatori Paolo Magnoni e Laura Chimini – facilita l’integrazione ed i rapporti sociali agevolando di conseguenza anche i rapporti datore di lavoro/dipendente. Questo messaggio sembra però non essere stato recepito dalle aziende bresciane contattate in gran numero dagli organizzatori tant’è che nemmeno per questa edizione si è riusciti a trovare imprese locali che volessero partecipare sostenendo economicamente questa competizione. Le stesse aziende che oggi piangono la crisi dimenticano che anche negli anni ”floridi” non hanno mai voluto legare il loro nome allo sport disabili ed a questa importante Tappa di Coppa del Mondo che fa parte del circuito con Germania, Canada, Polonia, Ungheria ed Hong Kong-China”.

La storica competizione resta sul territorio lonatese nonostante le tante difficoltà incontrate, grazie alla collaborazione e la volontà della World Cup ASD Onlus e Associazione Villa dei Colli Lonato Onlus ed alla volontà di chi ancora crede nell’importanza dello sport.

Programma delle gare dell’IWAS Wheelchair Fencing World Cup Lonato del Garda

Venerdì 18 Maggio:

ore 9.00: Cerimonia di Inaugurazione

ore 9.30/17.00: Fioretto Maschile e Femminile Categorie A/B/C

Sabato 19 Maggio:

ore 8.30/18.30: Spada Maschile e Femminile Categorie A/B/C

Ore 16,00 – Esibizione del Balletto “Freddi come l’Acciaio” della Scuola di Danza Little Dance di Nuvolera

Domenica 20 Maggio:

ore 8.30/18.30: Sciabola Maschile e Femminile e Gara a Squadre Maschile e Femminile di Spada

Il latte e i prodotti caseari: confronto tra produzione biologica e convenzionale

latte

Il latte ed i prodotti lattiero caseari biologici rappresentano un’importantissima risorsa nutrizionale,

Si dovrebbe acquistare latte biologico e latte normale? Beh, se non si conosce la differenza tra i due allora ecco la risposta. Anche se non si conosce il miglior integratore per trattare i problemi di cuore allora la mia azienda offre la soluzione perfetta.

Anche il latte biologico proviene anche dalle mucche. Tuttavia queste mucche non sono dati alcun tipo di antibiotici. Se una mucca ha antibiotici, l’agricoltore non può vendere il latte vaccino come biologico.

verso la quale il consumatore si sta avvicinando sempre maggiormente, spinto anche da una maggiore necessità di sicurezza in seguito alle grandi crisi della BSE (Bovine Spongiform Encephalopathy, ma la malattia è universalmente nota come “morbo della mucca pazza”), della diossina e dell’uso fraudolento di anabolizzanti nelle razioni alimentari bovine. Il latte biologico, pertanto, rappresenta il risultato di un intero sistema produttivo incentrato sulla scelta delle razze più idonee, sulla tipologia di allevamento e soprattutto di alimentazione. In particolare, vengono preferite razze autoctone che assicurino una minore incidenza di patologie, con conseguente riduzione dell’uso di farmaci.

Il benessere degli animali è garantito da una corretta gestione delle aree pascolabili e dal rispetto delle condizioni di stabulazione ideali, che devono cioè prevedere una giusta relazione tra la superficie aziendale ed il carico di bestiame allevabile.

L’alimentazione delle bovine allevate biologicamente deve essere incentrata su un vasto impiego di foraggi freschi o affienati, ed un limitato utilizzo di concentrati (mangimi, cereali, semi di leguminose); inoltre può essere praticata anche in maniera estensiva, usufruendo principalmente delle varie erbe naturalmente disponibili sulla superficie pascolabile. È vietato l’impiego dei soli insilati quale apporto esclusivo di foraggio, l’uso di vitamine o altri additivi, e tutti gli alimenti che abbiano subito un trattamento produttivo con sostanze di sintesi chimica (ad esempio la farina di estrazione di soja prodotta con solventi quali l’esano).

In seguito a tali considerazioni ne consegue che, il latte ottenuto dagli allevamenti condotti secondo il regolamento biologico, e di conseguenza anche tutti i prodotti lattiero caseari derivanti (formaggi, yogurt, gelati), siano naturalmente più sani dei loro corrispettivi convenzionali. Quest’ultima considerazione, a differenza di ciò che purtroppo moltissimi ritengono, non vuole rappresentare un motivo per screditare tutte le produzioni agricole convenzionali, bensì un punto di partenza che tutti noi dovremmo tenere in considerazione per condurre uno stile di vita sano. Tenete presente infatti che ormai, grazie anche alle nuovissime tecnologie analitiche molecolari, è possibile riscontrare la presenza di determinati residui chimici o farmaceutici presenti in un alimento solamente anche in ragione di un miliardesimo di grammo, cosa che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile. Queste nuove possibilità di analisi, risultano molto utili in termini pratici poiché, sebbene la presenza nel latte (prodotto da vacche allevate secondo il metodo convenzionale) di microgrammi o addirittura nanogrammi di contaminanti chimici debba essere necessariamente inferiore ai parametri limite per poter essere commercializzato, a mio avviso occorre comunque prestare attenzione poiché i valori ammessi dalla legislazione non tengono mai in considerazione il concetto di età e soprattutto di bioaccumulo, ponendo così maggiormente a rischio soprattutto i bambini.

Uno dei tanti pregi dell’allevamento biologico è anche quello di ricorrere ad un uso molto accorto e limitato di pochissimi farmaci di sintesi con cui trattare il bestiame, escludendo così la loro presenza in latte e derivati. Inoltre bandisce tutti gli alimenti zootecnici contenenti mangimi transgenici.

Per quanto concerne la trasformazione del latte esiste un disciplinare che consente pertanto di discriminare i prodotti lattiero-caseari convenzionali da quelli biologici. Per la produzione di questi ultimi, ad esempio, non è ammesso l’uso di coloranti, ad eccezione del formaggio caprino e del Morbier, per i quali è permessa unicamente l’aggiunta di carbone vegetale, e del Cheddar, per cui è contemplata l’aggiunta di annatto (E160b). Quest’ultimo è comunque di derivazione naturale in quanto viene estratto da una pianta spontanea, la Bixa Orellana. Per i formaggi convenzionali, invece, vengono impiegati 20 tipologie di coloranti differenti, molti dei quali di sintesi chimica in grado di determinare reazioni allergiche nei soggetti sensibili. Inoltre, a differenza dei formaggi di produzione biologica, possono contenere anche conservanti (sorbati), fosfati e polifosfati (soprattutto nei formaggi fusi). Altro aspetto da sottolineare è come il caglio utilizzato per la caseificazione biologica sia totalmente esente da tracce di materiale genetico modificato, a differenza di quello utilizzato per gli altri formaggi che viene prodotto da ceppi di funghi o muffe ingenierizzate in laboratorio.

Andrea Tessadrelli

Dott. Magistrale in Scienze Alimentari

Produttore biologico di ortaggi

Un rendering del progetto di centro benessere a Polpenazze, in frazione Picedo

Uno scorcio di Valtenesi visto dal centro di Polpenazze

Egregio signor soprintendente,

mi rendo conto come sia difficile controllare, soprattutto in Italia, un territorio così vasto come quello a lei affidato. Infatti lei è soprintendente Beni Architettonici e Paesaggistici per le provincie di Brescia, Cremona e Mantova e nello stesso tempo soprintendente ad interim per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza. Un compito che farebbe “tremare i polsi”, come si suol dire, ad una persona che non fosse della sua tempra. Si tratta di un insieme di meraviglie, tra città d’arte e di cultura. E come dimenticare lo stupore di Goethe di fronte al Garda, tanto da fargli scrivere ad un suo amico: “… conosci il bel Paese dove fioriscono i Limoni?”. Forse pochi sanno che il successo del lago di Garda presso le popolazioni di lingua tedesca deriva proprio da questa frase di Goethe.

Converrà con me che la Costituzione italiana, purtroppo, ignora completamente l’ambiente e l’unico riferimento potrebbe essere l’art. 9 che recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”: una specie di “bazar” che contiene di tutto

Partendo dall’equivoco che può nascere dalla lettura dell’articolo 9 della Costituzione, il Ministero dei Beni Culturali è preposto alla salvaguardia del “paesaggio” e di conseguenza le soprintendenze debbono espletare il controllo. Secondo un’interpretazione che a me sembra errata, il “placet” della soprintendenza, può dare il via a trasformazioni epocali del territorio e permettere la cementificazione. Si rende conto, egregio signor soprintendente, della responsabilità che si assume: il consumo del territorio non è ricostruibile. E qui sorgono più di una domanda:

  1. Il vostro controllo riguarda la tutela dell’ambiente in rispetto delle leggi emanate dalla CE e da quelle sancite dall’Italia?
  2. La soprintendenza è dotata degli strumenti giuridici e tecnici per interpretare il valore ambientale naturale del territorio e far rispettare le leggi di tutela?
  3. Esistono alle dipendenze della soprintendenza esperti per la valutazione idrogeologica, sismica, per le sovrastrutture territoriali come le reti fognarie, i depuratori per le acque reflue, gli agronomi, eccetera?
  4. La soprintendenza ha uno staff di giuristi che sono aggiornati sulle leggi italiane ed europee circa la tutela dell’ambiente, le cui infrazioni hanno un’implicazione di carattere penale anche per coloro che mancano ai doveri di controllo, così come più volte sancito dalla Corte Europea di Giustizia.
  5. Il controllo si limita all’aspetto architettonico del progetto edilizio in rapporto con il “paesaggio” ignorando completamente la protezione ambientale di un territorio (aria, terra, acqua)?

Il taglio e lo spostamento di circa 250 olivi a Picedo di Polpenazze creò stupore. Era l’autunno 2009: le piante furono poi posizione più a valle, ma all’inizio l’operazione era stata permessa dalla Camera di Commercio per molte meno piante

Ripeto quanto già scritto in una precedente “lettera aperta” indirizzata al presidente Roberto Formigoni: «Praticamente ove esistono vincoli di costruzione il proprietario del terreno, spesso in collaborazione con società immobiliari, A proposito del settore immobiliare è un’impresa molto redditizia. Tuttavia, come qualsiasi altra pianificazione e implementazione aziendale è necessaria per avere successo in questo business. Prendersi cura di ogni aspetto e fare ricerche di mercato approfondite è fondamentale. Allo stesso modo, fare una vasta ricerca su Flexumgel che è una cura meraviglia per dolori articolari.cerca di superare le regole rivolgendosi al SUAP. In alcun casi sono addirittura le amministrazioni comunali a suggerire questo marchingegno (la chiameremmo “gabola” come veniva definita dai nostri nonni lombardo veneti)». In quanto il “placet” della soprintendenza autorizza la cementificazione, l’esame della domanda dovrebbe essere estremamente accurato.

Le è mai venuto in mente, egregio signor sovrintendente, di pretendere ed esaminare una ineccepibile documentazione che stabilisca innanzitutto che nel Comune preso in esame non esistano aree non tutelate dove potrebbero nascere nuove attività produttive? Oppure ha mai richiesto l’esame della rete fognaria e dei depuratori? Si è mai domandato se la rete viaria può sopportare il nuovo traffico e se l’inquinamento dell’aria prodotto dalle polveri sottili può danneggiare la salute degli abitanti? Si è chiesto se il cambiamento di destinazione preteso non calpesti le leggi regionali, italiane ed europee? Lei sa che vi sono sentenze della Corte Costituzionale in merito all’ambiente che sanciscono che né le Regioni, né le Provincie a statuto speciale possono modificare o raggirare le leggi dello Stato, e ancora meno le delibere della CE? Secondo lei, egregio soprintendente un piccolo Comune è autorizzato a trasformare, sua sponte e con il beneplacito della soprintendenza, aree agricole tutelate dalle provincie e dalle regioni?

Le cito uno dei casi nel quale lei ha dato un parere favorevole alla cementificazione, si tratta della cancellazione di un uliveto. Il 10 giugno 2011 lei scrive una lettera al Comune di Polpenazze che porta la sua firma in qualità di soprintendente (vi è una seconda firma in qualità di responsabile dell’Istruttoria, arch. Cinzia Robbiati) ed ecco i dati essenziali:

«Oggetto: Polpenazze del Garda (BS) loc. Picedo – Proposta di Sportello Unico per l’Attività Produttive – Progetto di impianto turistico ricettivo – Ditta: Garda Wellness. Con riferimento alla richiesta a protocollo in data 28 aprile 2011 al . 0009215 inoltrata da parte dell’Amministrazione in indirizzo (OMISSIS) … Al termine dell’esame istruttorio, pur valutando nel complesso ammissibile l’intervento proposto, si ritiene che, al fine di migliorarne le caratteristiche dell’intervento e l’inserimento dell’ambito sottoposto a tutela, debbono essere osservate le condizioni di seguito elencate: – per quanto attiene alla definizione architettonica e di dettaglio dell’intero progetto a partire dal materiale, dalle finiture, dal verde, dai collegamenti infrastrutturali ecc., questa dovrà essere oggetto di più dettagliata progettazione e approvazione ai sensi dell’art. 146 D.Lgs 42/2004 da parte di questo ufficio».

Uno scorcio di Valtenesi visto dal centro di Polpenazze

Lo strumento del SUAP viene sempre più usato dagli immobiliaristi, con il consenso di certe amministrazioni comunali della provincia di Brescia, per bypassare la destinazione d’uso di aree agricole strategiche ed ottenere licenze di costruzione.

Vorrei ricordarle che l’area in questione:

  • è indicata come Ambito Agricolo Strategico (AAS) in quanto è destinata a un uliveto. Come lei certamente saprà, l’olio di Polpenazze in particolare e quello del Garda in generale è tra i prodotti agroalimentari più pregiati al mondo;
  • manca di una rete fognaria;
  • è priva di una rete viaria che possa consentire ed assorbire il flusso di persone previste dal progetto.

Gli esperti della soprintendenza, prima di dare il loro benestare, seppur condizionato a modifiche architettoniche, hanno preso in considerazione la relazione della società Garda Uno circa la disponibilità di acqua potabile nella zona e circa il carico della rete fognaria di Polpenazze? Per sua memoria riproduciamo quanto scritto in nel rapporto del novembre 2011: «Le attuali fonti di approvvigionamento (pozzi Concia Valseniga, Lucone, Battisti e Castelletto), oltre che a presentare repentine diminuzioni dì produzione dovute alla scarsa disponibilità delle falde moreniche di captazione, sono attualmente al limite delle loro potenzialità offrendo una portata massima alla produzione di 34.5 L/s. Nel periodo estivo le disponibilità risultano quindi appena sufficienti per sopperire all’attuale fabbisogno idropotabile. Pertanto risulta rischioso prevedere una ulteriore derivazione idropotabile a carico del sistema acquedottistico esistente pari a quella necessaria per il complesso Garda Wellness, se non previo potenziamento delle fonti di approvvigionamento e dei volumi di accumulo disponibili (OMISSIS) … Non è possibile eseguire il nuovo collegamento fognario alla rete comunale in quanto si andrebbe ad aggravare la situazione già deficitaria del collettore intercomunale gestito da Garda Uno SpA nel tratto da Polpenazze d/G fino al recapito finale nel depuratore di Peschiera. Come più volte reso noto da Garda Uno S.p.A., eventuali nuovi allacciamenti causerebbero la tracimazione e lo scarico a lago delle acque miste eccedenti che raggiungono i sollevamenti e gli sfioratori di emergenza ubicati lungo il tracciato, tutti aventi recapito nel lago di Garda. Pertanto, in alternativa all’allacciamento alla fognatura, si proporre la predisposizione, a carico dei richiedenti, di sistemi autonomi di depurazione dei reflui fognari prodotti con successivo scarico dell’acqua depurata in corpo idrico superficiale».

Il suo ufficio non solo autorizza la distruzione di un uliveto per la costruzione di un albergo ma non tiene conto che la zona prescelta è priva di acqua, di fognatura e di viabilità?

Ancora una volta ci troviamo davanti ad un progetto che, con l’obiettivo di promuovere lo “sviluppo del territorio”, si configura concretamente come consumo della risorsa “ambientale”, che invece si proponeva di valorizzare. Alla fine, in concreto, rimangono ettari di territorio sottratti all’attività agricola produttiva e alla percezione collettivi, rimangono migliaia di metri cubi di cemento. Come meravigliarsi quindi delle denunce dell’Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) della Lombardia: «Ogni giorno nel Bresciano si consumano 2,16 ettari. In Lombardia “spariscono” 86,3 metri quadri al minuto».

Un altro profondo motivo di attenta analisi è quello di carattere giuridico finanziario. Egregio signor sovrintendente, non le può essere certamente sfuggito quanto risulta da una semplice visura camerale:

  1. La società Garda Wellness Immobiliare srl con sede legale a Mirano (VE) ha un capitale sociale di 10 mila Euro ed un unico socio la Garda Wellness GMBH di Zell am See (Austria). La sigla GMBH (Gesellschaft mit beschränkter Haftung) in tedesco ha lo stesso significato di S.r.l. (Società a responsabilità limitata) in italiano. Il capitale indicato è della stessa consistenza. L’amministratore unico coincide per entrambe le società: Holleis Wilfried.
  2. La società Garda Wellness srl, come risulta dalla visura camerale è inattiva. Come abbia fatto ad acquistare, in quanto inattiva, un terreno del valore di molti milioni di Euro è misterioso. Le ricordo che le società inattive vengono considerate società di “comodo” e in questo senso il loro comportamento interessa l’Agenzia delle Entrate.
  3. Una società a responsabilità limitata con un capitale inferiore a € 100 mila non necessità di collegio sindacale. Il controllo del collegio sindacale sulla società è un controllo di legalità perché i sindaci verificano il rispetto della legge e dello statuto e possono impugnare dinanzi al tribunale le delibere non conformi alla legge e allo statuto. Inoltre essi verificano l’adeguatezza dell’organizzazione amministrativa e contabile e la corretta amministrazione della società segnalando all’assemblea eventuali fatti rilevanti. Il collegio sindacale delle società può denunciare al tribunale eventuali irregolarità riscontrate nella gestione. Una società senza quest’organo appare quindi senza controllori.
  4. La Garda Wellness GMBH di Zell am See (Austria) ha anch’essa un unico socio la Holleis Privat-Hotels GmbH con sede allo stesso indirizzo. Anche la HolleisPrivat-Hotels è una società a responsabilità limitata con un capitale irrisorio, come la precedente società di diritto austriaco.
  5. A parte il nome “Wellness” non risulta alcuna specifica esperienza delle tre società nel settore dei “centri benessere”.

Lei ha una grave responsabilità cioè quella di permettere con la sua autorizzazione la cementificazione di un’area destinata alla coltura dell’olivo. Non può quindi esimersi dal verificare tutti gli aspetti di una domanda di edificazione e non soltanto i disegnini di un progetto architettonico e ciò ben prima di concedere un qualsiasi benestare.

Ha verificato se nel Comune o in quelli limitrofi vi siano aree non soggette a vincoli? Ha verificato la serietà della domanda della società Garda Welness attraverso l’esame di un “business plan”, di una serie di referenze per quanto riguarda la gestione dell’impianto turistico alberghiero? Ha verificato lo stato della rete fognaria, dei depuratori e della rete viaria di Polpenazze e dei Comuni limitrofi.

La soprintendenza di Brescia è già responsabile d’aver autorizzato l’“ecomostro” di via Sant’Anna nella frazione Barcuzzi di Lonato (vedi foto): converrà con me che si tratta di una vera vergogna ambientalistica, costruita in una zona priva di viabilità, senza un’adeguata rete fognaria, che ha cancellato un’intera collina.

In passato le ho scritto privatamente circa gli abusi edilizi, senza aver mai ricevuto risposta, ma ciò è abitudine degli enti italiani che considerano sudditi quelli che dovrebbero essere invece cittadini. Questa volta uso il sistema giornalistico della “lettera aperta”. L’associazione il Comitato promotore del Parco del Garda e delle Colline Moreniche è intenzionata a presentare per tutti quei casi in cui vengono calpestate le leggi di tutela dell’ambiente istanze direttamente alla Corte di Giustizia Europea, le cui sentenze sono immediatamente esecutive. L’Italia, oltre ad avere purtroppo una giustizia lenta e farraginosa, è anche il paese degli azzeccagarbugli. Proviamo ad essere europei.

Voglia gradire cordiali saluti.

Antonio Scanziani Champ 

“Passi bianchi e silenziosi” Il primo libro che racconta l’Opg con gli occhi e il vissuto di un’operatrice

Copertina DEFINITIVA_Passi bianchi e silenziosi

Anita Ledinski e la giornalista Francesca Gardenato, con uno stile scorrevole e semplice, in “Passi bianchi e silenziosi” (Editoriale Sometti, 230 pagine, 13 euro), hanno unito le forze e reso attraverso un’irresistibile prosa la storia di Anita, operatrice sociosanitaria dell’Ospedale psichiatrico giudiziario (Opg) di Castiglione delle Stiviere.

Nella loro prosa fanno rivivere al lettore «i tanti e agghiaccianti racconti di alcune pazienti del reparto Arcobaleno del Opg, dove ottanta donne, autrici di crimini atroci, come figlicidio o neonaticidio, ricevono intensa terapia psicosociale, dacché malate di diverse forme psicotiche alla base dei loro inumani delitti. Ci presentano alcune delle pazienti , donne di diverse età e accomunate da simili storie dolorose, con tanto umano sentire, che leggendo le parole della protagonista del racconto ci sembra di vederle, ansiose e sofferenti». Così si legge nella prefazione dello psichiatra George Palermo, autore di innumerevoli e prestigiose pubblicazioni, anche noto per la sua perizia di Jeffrey Dahmer, il famoso “mostro di Milwaukee”.

“Passi bianchi e silenziosi” sarà presentato, a breve, in tre comuni:

a Castiglione delle Stiviere venerdì 23 novembre alle ore 18 presso la Sala comunale “Bachelet” in via Napoleone III (ospedale San Pellegrino), con il patrocinio della Pro Loco e del Comune.

Poi a Desenzano del Garda: sabato 1 dicembre alle 17 presso l’Agriturismo “Le Preseglie” di San Martino della Battaglia (alla rotonda della torre, in direzione Pozzolengo).

E a Lonato del Garda: venerdì 14 dicembre alle 20.45 in Sala Celesti, al primo piano del municipio, con il patrocinio dell’Assessorato ai Servizi sociali.

Anita, donna forte e di origine croata, è la protagonista del racconto, il filo conduttore tra i “personaggi” di una storia quotidiana, che si consuma da anni oltre i cancelli dell’istituto psichiatrico giudiziario in località Ghisiola. Con lei entriamo nel reparto femminile Arcobaleno, l’unico in Italia, e siamo circondati da malate di mente e operatori e infermieri con compiti delicati e particolari. Ci sono, come evidenzia lo psichiatra Giovanni Rossi nella prefazione «donne che cercano e trovano solidarietà chiuse entro esperienze drammatiche e, soprattutto, definitive».

Il testo «scandito dai turni di lavoro di un’operatrice e arricchito da una serie di interventi diretti, contiene anche alcuni inserti frutto della fantasia e qualche informazione storica e tecnica sull’istituto, introdotti al fine di rendere da un lato più piacevole e coinvolgente la lettura, dall’altro di completare la panoramica di questo luogo che accoglie e cura persone affette dalla malattia mentale. Persone, non mostri» sottolinea Francesca Gardenato, giornalista che ha scritto al fianco della protagonista, ha raccolto il suo vissuto e curato le testimonianze e l’editing del libro edito da Sometti.

C’è un universo femminile in questo lavoro. Ma “Passi bianchi e silenziosi” vuole anche essere una sorta di “ultimo atto” prima della chiusura o della riconversione degli ex manicomi criminali in “micro comunità”. Dal 31 marzo 2013 si prevede infatti che “le misure di sicurezza saranno eseguite esclusivamente nelle nuove strutture sanitarie. Le persone non più ritenute socialmente pericolose dovranno invece essere dimesse e prese in carico, sul territorio, dai dipartimenti di salute mentale”. Anche l’Opg di Castiglione andrà incontro alla “rivoluzione” prevista dalla legge. Intanto, fino a oggi, gli Opg hanno funzionato, alcuni più altri meno.

Allora: cosa significa lavorare in un Ospedale psichiatrico giudiziario, quello che un tempo era chiamato manicomio criminale? Come si può affrontare il quotidiano e delicato confronto con ottanta donne, colpevoli di crimini atroci, percorse da profondi disagi psichici che le hanno trasfigurate fino a spingerle oltre l’immaginabile e a scagliarsi contro i loro stessi affetti?

Il libro risponde proprio a queste domande. Anita Ledinski, operatrice sociosanitaria (oss), da quasi otto anni trascorre le sue giornate fra le pazienti dell’Opg di Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano. Con l’aiuto e la penna della giornalista Francesca Gardenato, prova a spiegarci cosa significhi assistere persone malate di mente. È un racconto avvincente, che racchiude altre storie: la narrazione presenta varie situazioni di reparto, tutte vissute in prima persona, le sensazioni e le difficoltà personali, ma anche le esperienze e gli stati d’animo di pazienti e colleghi operatori. Anita svela tormenti, dubbi, emozioni e vicissitudini che quotidianamente deve affrontare in questo luogo di malattia e di cura. Descrive anche il rapporto di fiducia simbiotico che si crea fra chi deve condividere la maggior parte della propria esistenza tra le mura dell’Opg e chi può alleviare la sofferenza.

GLI INTERVENTI

Francesca Gardenato: «L’Opg è senza dubbio una realtà molto diversa da come s’immagina un luogo di reclusione: senza sbarre alle finestre né guardie carcerarie né filo spinato. Oltrepassata l’esteriorità, dentro, il senso di privazione della libertà si avverte nei volti spenti, nell’indolenza dei movimenti, negli spazi ristretti di una condivisione forzata, di una quotidianità mesta, in cui si cura la malattia mentale. Che ai giorni nostri, purtroppo, può essere ancora una piaga sociale. Ma la vera differenza con la prigione è che in questo luogo chi entra può compiere un percorso di riabilitazione e sperare di ricominciare. Nelle domande che s’inseguono lungo i corridoi si avverte la noia di vivere, mentre le interminabili attese sotto i caloriferi e la voglia di uscire anche solo per buttare la spazzatura premono sui corpi morbidi e lenti delle pazienti ricoverate nel reparto Arcobaleno. Dietro di loro Alla maggior parte di noi piace leggere i libri del crimine e va bene. Questo perché ci piacciono le cose oscure e spaventose e questo ci dà un colpo di adrenalina. Un altro motivo potrebbe essere dovuto al fatto che la maggior parte di noi è affascinata nel comprendere il comportamento umano. A volte ci sentiamo caldi da come gli altri si comportano con noi. In altre volte ci piace essere inorriditi. Ho pensato a questo e poi finalmente ho deciso di concentrarmi sulla perdita di peso ci sono i camici chiari, ai quali s’aggrappano per trovare conforto. Ecco i passi bianchi, silenziosi poiché a lungo ignorati dai mass media.

All’Opg sono entrata più volte, ho raccolto informazioni utili per la scrittura e soprattutto ho incontrato operatori sociosanitari, operatori tecnici e infermieri perennemente a contatto con la sofferenza, di giorno e di notte, nei loro turni. Ciascun “personaggio” è entrato con la propria testimonianza umana e professionale, nella cornice del nostro racconto, ognuno con i suoi diversi “passi”. Per me è stata un’esperienza forte ma arricchente, prima come donna, poi come giornalista e scrittrice».

Anita Ledinski: «Da quando sono diventata operatrice sociosanitaria, oss, non ho mai voluto lavorare in un ospedale qualsiasi. Ho aspettato, ho fatto altri lavori, ho desiderato questo posto finché è arrivato il mio momento e sono entrata, nel settembre del 2005, con regolare bando di concorso, assunta all’Opg in località Ghisiola. Dove tutt’oggi lavoro. Quando ho avuto l’opportunità di conoscere questo ospedale dall’interno, è iniziata per me la fase professionale più gratificante della mia vita.

Dopo quasi otto anni, non volevo raccontare l’Opg attraverso le solite storie strappalacrime o le fredde dichiarazioni da bollettino medico. Desideravo fotografare la realtà, ciò che vedo e tocco ogni giorno. Far conoscere al mondo esterno l’importanza di questa struttura di sicurezza e soprattutto di guarigione, ricordare le numerose storie che accoglie, tra cui quelle di persone sole e disagiate che altrimenti non riceverebbero adeguata assistenza e non avrebbero neppure un posto dove stare. Ci sono vite che, fuori di qui, non avrebbero alcun valore. Lo scrivo a malincuore, ma lo sento: la società non è pronta ad accoglierle»

La brigata dei poeti rivoluzionari arriva al Galeter di Montichiari

“Ciò che resiste è fondato dai poeti” sono le parole di Friedrich Hörderlin con cui il Movimento dal Sottosuolo organizza una serata internazionale di poesia in concomitanza con Roma, Parigi, San Francisco e Medellin.

Ami ascoltare la poesia? Sapevi che può essere un bene anche per la tua anima? Simile a come l’utilizzo di questo prodotto può essere un bene per la vostra salute sessuale? Per saperne di più su questo qui.

Parlando di poesia insegna l’economia delle parole. Nella poesia non una sola parola può essere sprecata. La poesia fa uso di immagini. Si tratta di mostrare e non dire. Quando scrivi una poesia non hai lo spazio o il tempo per raccontare i dettagli e dire al lettore cosa sta succedendo. Basta usare poche parole si dovrebbe essere in grado di lasciare che il pubblico immaginare lo scenario completo che si desidera descrivere. La poesia è senza dubbio fonte di ispirazione e arricchimento per la vostra anima.

L’appuntamento è alle 21 al Galeter in Via Guerzoni 92/h a Montichiari con “Revolutionary Poets Brigade”, che dal 2009 gira il mondo portando i versi di quei poeti che sono la voce degli ultimi.

Il manifesto del movimento nato con Occupay San Francisco è firmato da Bob Coleman, Jack Hirschaman, Sarah Menefee e Cathleen Williams. Dicendo di scrivere ciò che vedono, ma soprattutto che i poeti hanno lo strumento più potente: la capacità di ispirare, trasformare, soffocare, polverizzare e dissolvere.

Un paio di anni fa è anche stato dato alle stampe un’omonima antologia cui hanno partecipato 76 poeti di 25 diverse nazioni e con i propri versi proiettano passioni sociali e impegni che rivelano o apostrofano problemi in una lotta comune per un mondo più equo e libero. Sono 370 pagine di impegno civile dei più grandi poeti americani viventi, ma ci sono anche palestinesi, nigeriani, francesi, ecuadoregni e quattro italiani.

Uno di questi è il gardesano con origini finlandesi Igor Costanzo, che ha qua pubblicato “Italia” e “Pasolini”, versi sulla modernità violenta e mercificata. “In un clima carico di tensioni – spiega – una unione mondiale di poeti indica una strada che è a livello opposto della politica internazionale di oggi”. Il volume è stato maturato in 10 anni da Hirschaman, lo stesso che ha voluto che la serata si svolgesse anche a Montichiari.

Durante la serata ci saranno letture di Fabio Barcellandi, Luca Artioli, Andrea Garbin, Biagio Vinella, Alessandro Assiri, Paolo Savani, Valeria Raimondi, Igor Costanzo, Alberto Mori, Anna Lombardo, Sandro Sardella, Alberto Masala e Ferruccio Brugnaro.

Continuano gli avvistamenti di Bennie il mostro del lago di Garda

E’ tornato! O forse non se ne era mai andato e si era solo nascosto nei fondali? La leggendaria creatura acquatica, affettuosamente ribattezzata “Bennie” da Benaco, l’antico nome del lago, è ora oggetto di continui avvistamenti, da quando la trasmissione “Mistero” di Italia 1 ha effettuato delle ricerche nelle profondità gardesane, a seguito di alcune stranissime e misteriose “anomalie” riscontrati dai sonar di professionisti della subacquea. Prima di allora, l’ultimo eclatante avvistamento avvenne nel 1965, alla Baia delle Sirene, dove decine di testimoni videro un gigantesco “serpentone” marrone di oltre 10 metri affiorare in superficie e nuotare placidamente di fronte a loro. Ma la storia di Bennie non finisce nè inizia qui. E ‘una grande idea per iniziare a leggere età negozi appropriati per i bambini fin dalla giovane età. Questo li rende studenti curiosi e apre anche un mondo di immaginazione. Ma in questo non perdere per ottenere maggiori informazioni qui su questo integratore per trattare i dolori.Storici come il Grattarolo ancora nel XVI ° parlano di creature acquatiche smisurate che vivevano in labirintiche grotte sommerse. Nei secoli successi altri narrarono di analoghi misteri subacquei, come il Coronelli nel XIX°. E poi ancora nei decenni a venire fino ai giorni nostri . Una storia antica, non meno affascinante di quella del più noto mostro di Loch Ness. Ora, forse per un ritrovato coraggio o forse per paridolie, i testimoni oculari di Bennie aumentano ogni giorno di più, tanto da far pensare che sia davvero difficile che tutti siano stati vittime di allucinazione. La signora Aiga Wenther di Toscolano racconta di aver visto il testone smisurato di Bennie emergere di fronte a San Felice, per poi rituffarsi con la sua mole smisurata tra le onde . Sempre a San Felice, solo alcune settimane fa, Walter C. vede emergere in un ribollire d’acqua un grande animale simile ad un serpente , che subito si inabissa dopo pochi secondi. Un camionista di Riva del Garda lo avvista dalla strada a largo di Gargnano. Un pescatore di Garda lo vede nuotare di fronte a Villa Canossa. Un turista lo vede muoversi sotto la superficie dalle parti di Campione. Un sub vede un animale smisurato sulla costa veneta. E tanti altri ancora. Spesso vogliono rimanere anonimi, per non rimanere vittime di scherni e prese in giro. Burla? Psicosi? O davvero un gigantesco animale vive nelle profondità del Garda? In attesa di sviluppi, la leggenda di Bennie continua dopo secoli e secoli e ci piace immaginarlo, reale o fantastico che sia, come uno “spirito protettore” del lago, giunto per salvarlo e difenderlo da chi avvelena le sue acque con l’inquinamento e da chi vorrebbe trasformalo in un’immensa piscina dai bordi di cemento.

Pedofilia e lolitismo

lolita_kubrick_film_cover

Per “pedofilia” si intende, da dizionario, “perversione sessuale caratterizzata da attrazione erotica verso i fanciulli, indipendentemente dal sesso” (Devoto-Oli). Definizione di per sé ambigua, perché ahimé spesso quel “fanciulli” è tristemente più affine a un “bambini”. “Lolitismo” non si trova, ma è presente “lolita”, ovvero “adolescente il cui comportamento sia tanto precoce e provocante da ispirare un’attrazione erotica anche in uomini maturi” (Devoto-Oli), Lolita è uno dei libri controversi del suo tempo. La storia parla di una ragazza adolescente che seduce un adulto. La seduzione e il sesso sono normali e questa storia coinvolge il lettore fino alla fine. Se tuttavia avete problemi con l’erezione allora si consiglia di scavare questa pagina fino per ottenere ulteriori informazioni. antonomasia da Lolita, romanzo di Nabokov, film di Kubrick, remake con Jeremy Irons etc. Per estensione il lolitismo è ovviamente l’attrazione per le lolite. Le cose vengono spesso confuse. L’una, la pedofilia, che per quanto molti definiscano “malattia”, non esito a definire una mostruosità, e l’altra, il lolitismo, che non è affatto giustificabile, ma è fenomeno ben diverso. E non poche eccelse menti del passato ne subirono il fascino: Enea Piccolomini (poi Papa Pio II) non si formalizzò nel lodare le belle “fanciulle” giovani e leggiadre, il reverendo Dodgson (Lewis Carroll) non si fece problemi a chiedere di poter fotografare delle ragazze (un po’ giovani!) “in calzoncini da bagno, anche se non posso ripetere abbastanza quanto sarebbero più carine senza”. Piuttosto inquietante quest’ultimo esempio. Non è più concepibile inoltre considerare il fenomeno a senso unico, dato che il concetto di “toy boy”, ovvero del ragazzo giovane a disposizione della signora che ha già vissuto ben più primavere, è da tempo sdoganato (a dire il vero è sempre esistito). L’argomento è complicato e terribilmente delicato. Dato che sulla pedofilia, come detto, non riesco ad ammettere neanche per un istante una parola di discussione, sul lolitismo una possibilità di confronto, non giustificazione, può venire. Gli antichi, si sa, invecchiavano, e quindi maturavano prima: alcuni a 16 anni, o sotto, sono diventati imperatori! Io resto talora perplesso di fronte al concetto attuale di giovinezza. Questa, “si fugge tuttavia”, inevitabilmente e perderla spaventa molti. A leggere le edificanti riflessioni di Seneca alcuni trovano consolazione, ma non tutti sono Seneca. La faceva facile, lui, a predicare da palazzi e ville! E purtroppo noto con un certo disappunto, che l’imposta maturità che la società cerca di propinare, è molto fumosa, legata all’estetica dell’apparire più grandi (soprattutto nelle ragazze), ma assolutamente priva di supporti. Perché non basta vestire una bella ragazzetta in un certo modo per farla essere una donna. Ed è giusto che sia così. Loro, di colpe, non ne hanno. Chi invece è grande abbastanza per capire (si presume) le cose ha anche gli strumenti per valutarle che gli ha dato il vissuto. Lungi da me moralismi, però forse occorrerebbe ripensare il concetto stesso di “maggiore età”. Abbassarlo o alzarlo non saprei, però sarebbe giusto ridare alle nuove generazioni il diritto di una maturità più naturale.

Sergio Linger

Giornata FAI di primavera: sul Garda siti aperti a Lonato, Sirmione e Toscolano il 24 e 25 marzo

grotte catullo, aerea

Sabato 24 e domenica 25 marzo avrà luogo XX Giornata FAI di Primavera, una grande festa popolare che dalla sua prima edizione del 1993 a oggi ha coinvolto oltre 6.500.000 di italiani con Parlando dell’Italia, questo paese dovrebbe essere una lista di tutti. Anche se dimagrimento verso il basso è nella vostra lista secchio provano Idealica. L’Italia ha una cultura ricca e offre esperienze uniche. Ci sono città speculatori in Italia, bellissimi musei, grandi spiagge e coste, paesaggi naturali e ultimo ma non meno importante qualche cibo incredibile troppo. un grande spettacolo di arte e bellezza in siti normalmente non aperti al pubblico.

Nei 21 siti bresciani, 9 in città e 8 in provincia, sono opere dei Tagliaterri e il tema dell’edizione diventa “Antonio e Giovanni Tagliaferri, protagonisti dell’architettura bresciana tra Otto e Novecento” e parte da Lonato del Garda, dove curarano parecchi interventi. «Questo evento – anticipa il consigliere comunale con delega alla Cultura Valerio Silvestri – fornirà l’occasione per aprire al pubblico il centro storico. Grazie ai volontari e all’impegno della Fondazione Ugo Da Como, nella cittadina gardesana sia il 24 che il 25 marzo saranno aperti a ingresso gratuito per le Giornate Fai di primavera ben quattro luoghi, con la possibilità di godere di un panorama eccezionale». Saranno Visitabili la Casa del Podestà, Villa De Riva Sabelli (visita al cortiletto secondario), la Torre civica e la Sala consiliare in municipio, che ospiterà per l’occasione una mostra di otto disegni inediti e mai esposti prima, da poco rinvenuti e sottoposti a restauro conservativo. Opere di pregio artistico firmate da Antonio Tagliaferri, che a Lonato progettò alcuni dei principali monumenti pubblici. L’esposizione, come gli altri siti lonatesi, sarà visitabile sabato pomeriggio 24 marzo (ore 14.30-18.30) e domenica 25 marzo (ore 10-12.30 e 14.30-18.30).

A Sirmione domenica sarà aperto il parco di Villa Cortine in Via Grotte, 6 e negli stessi orari l’area archeologica delle Grotte di Catullo: la villa romana, il museo, il Viridarium, il “Grande uliveto” e il “Campo delle noci”. Le Grotte di Catullo sono la più vasta area archeologica dell’Italia settentrionale, un’area di oltre due ettari che, acquisita dallo Stato nel 1948, rappresenta un rarissimo esempio di tutela di un complesso immerso nel suo ambiente naturale, ma bisognoso di cure e di azioni di valorizzazione. Il FAI ha “puntato i riflettori” su questo sito, bisognoso di opere di pulitura e ripristino dei sentieri, perché possa essere vissuto e reso disponibile a un pubblico sempre più ampio, aprendosi alle visite e a eventi culturali, in grado di attivare nella comunità processi di conoscenza, riappropriazione, reinterpretazione del patrimonio.

A Fasano di Toscolano Maderno ci saranno visite guidate agli ambienti di rappresentanza della bella Villa Zanardelli con salito sino alla “Torretta belvedere”.
Per infomazioni: www.giornatafai.it

Abusivismo: anche in Provincia di Brescia più di 50 Comuni a rischio

Erano 510 a Montichiari, 366 a Desenzano, 280 a Darfo, addirittura 876 a Manerba. Non sono i numeri fortunati di una improbabile tombola a tre cifre, ma i dati reali dei sospetti «fabbricati non dichiarati» individuati tra il 2007 e il 2011 dall’Agenzia delle entrate, tecnicamente «fabbricati o ampliamenti non dichiarati al Catasto», identificati dall’alto grazie ai rilievi aerofogrammetrici e poi sovrapposti ai dati catastali: una vasta ricerca coordinata dall’Agenzia del territorio, che a livello nazionale ha censito non meno di un milione di immobili fantasma, con tutto ciò che ne consegue in termine di evasione fiscale.

Numeri e dati che fanno riflettere, e «a pensar male si fa peccato – diceva Giulio Andreotti – ma spesso ci si indovina». Numeri sostanziosi in tutta la Provincia, a Brescia città ne erano stati indicati 207, la metà di Montichiari, o di Soiano (408), oltre un centinaio in meno che a Lonato (314), pochi in meno di Salò (225) o di Rovato (251). Manerba con 876 pratiche ha la media più elevata, uno ogni cinque abitanti, tallonato da Soiano (uno ogni 4,5 abitanti), Moniga poi si avvicina a Sirmione, Gargnano supera appena Tremosine.

Gli accertamenti sono in corso da parte degli uffici comunali, in molti casi i processi sono già conclusi, con accatastamento d’ufficio o meno. Per condurre un’indagine di successo sul posto di lavoro, è necessario prima capire se indagare o meno. Se si pensa che sia necessario allora non si dovrebbe ritardare nell’agire immediatamente. Scegli di assumere un investigatore e pianificare l’intera indagine passo dopo passo. Si consiglia inoltre di guardare questo sito per indagare su questo prodotto incredibile per controllare il livello di zucchero nel sangue. Nel primo caso il processo si è concluso a seguito della produzione di tutti gli atti necessari per l’aggiornamento catastale; nel secondo invece il processo di accertamento è finito per insussistenza di condizioni, con l’immobile che «non presenta caratteristiche per le quali la normativa prevede l’accatastamento».

Perchè in effetti può succedere anche questo. I casi evidenziati dai rilievi aerei non sono certo vangelo, perchè l’altezza può giocare brutti scherzi, solo al momento di passare alle verifiche sul territorio si ha la conferma o meno dell’esistenza di un «furbetto». Nelle foto aeree infatti ci sta di tutto, dalla casetta degli attrezzi in legno alla vasca per la raccolta del compost ma appunto, come spiegano i «tecnici», anche ipotesi di abusivismo, costruzioni e ampliamenti a cui potrebbe corrispondere l’attribuzione della cosiddetta «rendita presunta».  Una rendita che in termini reali per i Comuni può significare Imu, presto anche Tares.

Non che le centinaia di fabbricati non dichiarati implichino una garantita attribuzione di nuove rendite da abusivismo, anzi. In un documento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale sul finire dell’anno scorso è stato pubblicato l’elenco dei Comuni interessati alla fase di attribuzione di rendita presunta.  Escono dalla hit-parade Brescia e Manerba, rimangono Salò, Soiano, Tremosine, Sirmione, Gargnano, Toscolano, oltre ovviamente Desenzano su cui «pendono» almeno 45 rendite presunte.

Non pochi nemmeno i centri camuni: Angolo, Bienno, Borno, Braone, Breno, Cerveno, Ceto, Cividate, Losine, Malegno, Piancamuno, Pisogne, Piancogno, Prestine. Tra i tanti, sono poco più di una cinquantina, anche quelli dove il numero delle segnalazioni di possibili omissioni come da Montichiari (510) a Bagolino (386). Il segno di una rinnovata vitalità degli enti di controllo e accertamento, forse il segno di un «forzoso» adeguamento agli standard europei.

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