Diagnosi e trattamento dell’UTI

Se pensi di soffrire di un’infezione del tratto urinario, dovrai prima informare il medico sui sintomi. Il medico le chiederà di fare un test delle urine. Potrebbe anche essere necessario andare per alcuni ulteriori test come un’orinasi. Questo controlla il campione per il sangue, globuli bianchi o batteri. Potrebbe anche essere necessario ottenere una coltura delle urine fatto. Questo aiuta a scoprire il tipo di batteri che è responsabile per causare l’infezione. Il medico le prescriverà quindi un antibiotico. Questa pagina parla di modi sicuri per trattare UTI.

L’infezione del tratto urinario potrebbe essere semplice o complicata.

Il semplice UTI infetta le persone sane che hanno un tratto urinario che funziona normalmente.

UTI complicato si verifica in quelli i cui tratti urinari non sono normali. Questo non permette agli antibiotici di trattare i batteri che causano l’infezione. Le persone che soffrono di UTI di solito hanno complicato UTI.

Se hai un caso di UTI complicato, allora il medico ti chiederà di incontrare un urologo. Egli farà ulteriori test su di voi Ci saranno esami del sangue, raggi X, analisi delle urine e coltura, cistoscopia o scansioni TC fatte per testare la tua condizione. Questi test vengono omessi se si dispone di un’UTI semplice. Tenete a mente che se si soffre di UTI e sono incinta quindi farti controllare per evitare eventuali complicazioni di gravidanza.

Trattamento dell’UTI

I batteri sono per lo più responsabili di causare UTI. Si dovrà prendere antibiotici se questo è il caso con voi.

L’antibiotico sarà prescritto per molto tempo a seconda della causa di UTI e per quanto tempo è stato infettato. Se l’infezione colpisce la prostata negli uomini, gli antibiotici devono essere assunti per un periodo di tempo prolungato. Questo viene fatto in modo che l’infezione non si diffonde e causare ulteriori problemi.

Test casa per UTI

L’UTI infetterà il tratto urinario che è il sistema attraverso il quale il corpo si libera dei rifiuti e di qualsiasi acqua in più. I batteri sono per lo più la causa di UTI. Questi potrebbero anche essere causati da virus o funghi. Di solito, il corpo combatterà i germi da solo. Tuttavia, se i germi sono il vincitore allora questo causerà un’infezione del tratto urinario complicata e dolorosa.

Se pensi di avere UTI allora la soluzione migliore è quella di visitare un medico e ottenere la diagnosi corretta. Ci sono anche alcuni test a casa che possono essere acquistati in un negozio di medicina. Funzionano in modo simile a un kit di gravidanza. Il colore della striscia cambia quando si urina su di esso. Il colore indica quindi se si soffre o meno di UTI.

Tutto sui fibromi uterini

I fibromi uterini colpiscono la maggior parte delle donne ad un certo punto della loro intera vita. E ‘possibile che si può avere avuto troppo e non ha mai avuto modo di sapere su di esso. Questo perché il fibroma non mostra sintomi e non causa alcun sintomo. Se la condizione non ha causato segni allora è probabile che non si sa nemmeno che ti ha colpito. Ma è una preoccupazione? Questo è un ottimo post da leggere se volete sapere di alcuni integratori sicuri per trattare la vostra condizione di salute.

I fibromi uterini sono i tumori muscolari che crescono sull’utero. Questi non si trasformano in cancro e se si è diagnosticati con questo fibroma allora non significa che si è a rischio di cancro uterino. I fibromi possono variare in forma, dimensioni e posizione. Possono essere formati sull’utero, sulla parete uterina o sulla superficie dell’utero.

Alcuni dei fibromi sono così piccoli che il medico non sarà in grado di vederlo ad occhio nudo. Altri potrebbero crescere fino a una dimensione così grande che potrebbe influenzare la forma dell’utero. I fibromi uterini si formeranno per lo più quando la donna è in età fertile. Questo è di solito tra i 30 ei 40 anni. Tuttavia, può anche venire a qualsiasi età.

Sintomi di fibromi uterini

Alcune donne non mostrerebbero alcun sintomo e si arriva a sapere solo quando il medico fa un esame di routine. Gli altri potrebbero notare sintomi come sanguinamento tra i loro periodi, sanguinamento pesante e doloroso e utero allargato.

Cause del fibroma uterino   

I medici non sono sicuri di ciò che causa il fibroma. Si ritiene che i geni e gli ormoni sono responsabili di causarli. Il progesterone e l’estrogeno sono l’ormone che forma il rivestimento uterino. Si addensa ogni mese quando si ha il periodo. Questo influenza la crescita del fibroma. Quando la produzione dell’ormone rallenta allora questo provoca la menopausa e i fibromi si restringono. I ricercatori ritengono anche che la differenza genetica tra le cellule normali e i fibromi nell’utero potrebbe essere la ragione.

Chi è ad un rischio più elevato?

Età e razza sono i principali fattori dei fibromi uterini. Ci sono anche alcune cose che possono aumentare il rischio. Questo include la tua storia familiare. Se tua madre o tua sorella ce l’avevano, allora sei più incline ad averlo. Se hai i tuoi periodi in età molto giovane, se soffri di carenza di vitamina D, usa il controllo delle nascite, sei alcolizzato e mangi molta carne rossa, allora sei ad un rischio maggiore di fibromi uterini.

Post cura della malattia – La guida perfetta si può fare riferimento e seguire

Il trattamento in corso è fisico e monetario su una persona.  Esaurisce completamente anche i membri della famiglia e quindi la cura post-malattia è una fase difficile.  Tuttavia, è necessario prestare attenzione nei seguenti settori:

1. Chirurgia cardiaca: Dopo l’intervento al cuore, occorre prestare attenzione a controllare il tabacco, il fumo e il consumo di alcol.  La maggior parte delle persone trova conveniente cedere alle tentazioni e tornare al loro precedente stile di vita letargico.  Anche se esercizi pesanti dovrebbero essere evitati pazienti cardiaci dovrebbero garantire esercizi lievi e cercare di mantenere il peso corporeo corretto.  In questo articolo, è possibile ottenere ulteriori informazioni su questo.

2. Trapianto di rene e fegato: Nel caso del trapianto di fegato e rene, la cosa più importante da garantire è l’igiene personale per i primi tre mesi.  Ogni volta che si prende il paziente all’esterno è opportuno indossare maschere.  È più sicuro evitare luoghi affollati come mercati e centri commerciali in modo che le infezioni virali come il raffreddore comune possano essere facilmente prevenute.  Questo è particolarmente importante durante i primi mesi dopo l’intervento chirurgico.  I medici consigliano di evitare il sollevamento pesi durante il periodo delle prime settimane dopo l’intervento chirurgico.  Inoltre, tutte le verdure e gli ingredienti utilizzati per la cottura devono essere lavati e puliti con la massima cura.  L’equilibrio del sale negli alimenti occupa un’alta importanza dopo l’intervento di rimozione dei reni.  Oltre agli alimenti ricchi di potassio e magnesio deve essere evitato.  Se viene eseguito un trapianto di rene o fegato, i medici prescriverebbero farmaci che possono sopprimere l’immunità del paziente.  Questo viene fatto per evitare il rigetto del nuovo organo da parte del sistema di immunità del corpo.  Quindi il livello di immunità del paziente sarebbe eccezionalmente basso e la massima cura deve essere presa per evitare infezioni.

3. Cura post-maternità: Subito dopo la maternità, una nuova madre ha bisogno di un sacco di sonno per compensare la fatica subita dal corpo durante il processo di consegna del bambino.  Mangiare pasti sani che possono compensare la perdita di sangue durante il parto normalizzerà la sua salute al più presto.  Oltre alla madre ha bisogno di più sostanze nutritive ora per prendersi cura del processo di alimentazione e quindi alimenti come avena, aglio, ecc. possono aumentare la formazione di latte nel suo corpo.  Oltre a includere carote, yam e verdure possono aiutare a evitare la stitichezza durante questo periodo.  Oltre alla sua igiene deve essere corretto per garantire che le ferite guariscano senza causare ulteriori infezioni.  L’uso di disinfettanti durante l’utilizzo del bagno sarà molto utile per risolvere questo problema.

Combattiamo contro la depressione mentale – e vincere su di esso

La depressione mentale è come le mani di un potente demone che può creare caos anche nel tuo benessere fisico.  Continuate a leggere per sapere come possiamo resistere e condurre una guerra vincente contro di essa:

1. Essere consapevoli: Conoscere i sintomi della depressione mentale ed essere cauti che si trova al più presto.  Quando senti qualcosa di sbagliato in te stesso o in uno strano cambiamento comportamentale nel tuo familiare, devi assicurarti di impostarlo correttamente all’inizio stesso.  Questo perché gli esperti medici sentono che una depressione radicata è abbastanza difficile da guarire e richiede una durata più lunga.  D’altra parte, i rimedi possono essere forniti facilmente all’inizio e molti dei problemi possono essere evitati.  Controlla qui per tutti i dettagli su questo.

2. Fattore di età: l’età gioca un ruolo vitale nelle possibilità di essere depresso.  Per le donne, mentre entrano i loro quaranta, gli ormoni svolgono un ruolo elevato nei cambiamenti del corpo.  Per le persone anziane, le probabilità sono più dovute a fattori come l’insicurezza finanziaria, la solitudine, ecc.  Quindi diventa necessario ottenere i controlli regolarmente fatto e prendere azioni correttive per evitare i rischi legati all’età di ottenere depresso.  Questo può anche essere geneticamente portato avanti e quando si ha una storia familiare, è meglio rimanere preventivi.

3. Le cose da evitare: I fattori che portano alla depressione sono la solitudine, improvvisi problemi di sormontata come guasti finanziari e relazionali, ecc.  Quindi condurre la vita in modo pianificato e cauto eviterà questi.  Inoltre, una buona connessione con le persone può uccidere la solitudine e l’insicurezza a causa della sensazione di rimanere single.  Trova persone buone che sono pronte ad ascoltarti pazientemente e cerca di aiutarti piuttosto che spettegolare e peggiorare le cose.  Ascoltare musica, leggere libri, viaggiare in nuovi luoghi, giardinaggio, pittura, ecc. può aiutare a trascorrere in modo sano il tuo tempo e quindi può smettere di scivolare nel percorso della depressione.  Quando puoi stabilire così tante cose, ti rendi conto della tua capacità e esci automaticamente dai sentimenti negativi.  Quando ti senti depresso la tua mente vorrebbe che tu rimanessi solo e a volte trovi una soluzione nell’uso di sostanze abusive.  Ci vuole poco coraggio e impegno per evitare questo e muoversi in un percorso positivo che può salvare la salute e la felicità per lunghi anni. Una tecnica psicologica consigliata dagli esperti medici è trovare una piccola felicità come guardare gli uccelli, mangiare i tuoi cibi preferiti o trascorrere del tempo con i propri cari.

Una proposta di scavi al Sercol di Nuvolera

Che cosa significa essere spirituali?

Una persona spirituale è una persona la cui priorità è amare se stesso e amare gli altri. Una persona spirituale si prende cura di tutto su questo pianeta, che si tratti di uccelli, animali o esseri umani. Una persona spirituale capisce che siamo tutti Uno. E abbiamo anche bisogno di capire su questo prodotto incredibile e naturale chiamato Erogan.

Le persone imparano ed evolvono con il tempo, ma tutti noi puntiamo alla stessa cosa nella vita. Si può essere veloce si può essere lenti, ma ci stiamo dirigendo tutti verso la stessa casa.

In data 21 Luglio 2011 si è svolto presso l’oratorio di Nuvolera il primo convegno riguardante il sito di interesse archeologico de”El Sercol”,col patrocinio del Comune di Nuvolera.In quest’occasione lo studioso Franco Liloni ha esposto con dovizia e passione le primissime ricerche effettuate presso il misterioso cerchio di pietre di Nuvolera,dedicando particolare attenzione ,oltre all’ambito storico-archeologico,anche all’aspetto naturalistico e botanico del Monte Cavallo,di grande importanza.Il prof.Gaspani dell’osservatorio di Brera ha invece reso pubblici i primi studi derivanti dai rilievi archeoastronomici eseguiti in loco,riprendendo e supportando l’ipotesi che “El Sercol” si tratti di un antico osservatorio solare e primitivo luogo di culto,ipotesi già lanciata,con le dovute cautele e il beneficio del dubbio,da noi e dal grande esperto di megalitismo Alberto Pozzi della prestigiosa Società Archeologica Comense.
Ipotesi che però ora deve essere necessariamente essere supportata dalla ricerca archeologica.Solo studi accurati e professionistici possono portare ora dati in grado di avvalorarla o addirittura di controvertirla (è sempre saggio prendere in considerazione che dalla ricerca possano venire fuori soluzioni e risultati a volte diametralmente opposti a quanto in un primo momento si era supposto).
In ogni caso,è molto bello ed edificante constatare l’attenzione dedicata dal Comune e dalla popolazione di Nuvolera allo studio e alla rivalutazione del sito,investendo in esso tempo e sostanza.
Per questo ora auspichiamo che il Comune possa continuare per la buona strada intrapresa,stanziando una piccola somma(magari pari o anche inferiore a quella già stanziata per i primi studi) con cui finanziare la Soprintendenza ai Beni Archeologici e gruppi di scavo autorizzati sotto la supervisione di professionisti per effettuare alcuni carotaggi e primi saggi di scavo al Sercol.Da essi verranno dati ufficiali che finalmente potranno dare risposte concrete sulla datazione del manufatto,su chi lo costruì e per quale motivo.Non è da escludere il rinvenimento di preziosi reperti che potrebbe gettare nuova luce ed interesse per lo studio del sito.Nucleo centrale degli studi archeologici potrebbe essere il Museo Archeologico della Valsabbia,ottimo centro di ricerca e documentazione con il quale lo studioso Liloni collabora attivamente.Con un’azione di questo genere,il Comune di Nuvolera si coprirebbe di onori ben meritati,finanziando la ricerca archeologica,ahimè troppo spesso priva di fondi adeguati,e dando la possibilità ai nostri giovani e bravissimi archeologi italiani di lavorare con profitto.Un ricerca sul nostro passato aiutando i giovani ricercatori a lavorare.Ciò non sarebbe una spesa,ma un importante investimento da parte del Comune per dare veramente risalto e importanza al cerchio di pietre.Vedendo già l’impegno profuso per i primi patrocini,siamo fiduciosi che il Comune di Nuvolera potrà accettare la nostra proposta con l’entusiasmo che fin qui ha dimostrato.

Intervista a Nonfarmale, ex professore del Bagatta, oggi assessore alla cultura del Comune di Manerba

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Andrea Nonfarmale, ex professore di storia e filosofia al Liceo Bagatta di Desenzano, oggi assessore a cultura e pubblica istruzione di Manerba

Data la sua scelta di dedicarsi alla politica, vorrei chiederle come vede il legame tra cultura e politica, platonicamente indissolubile, ma che, oggi, appare sempre più inconciliabile.

Non ho avuto un’attrazione spontanea precoce alla politica, solo a tarda età ho sentito che non potevo esimermi dal dare un mio contributo anche nella sfera delle responsabilità politico-sociali. Più che una scelta autonoma, si è trattato di una risposta alla sollecitazione di amici che chiedevano un mio apporto.

E’ stato quello il momento in cui il mio percorso filosofico mi ha portato a scegliere:

Quindi cos’è esattamente la filosofia? La filosofia è il modo in cui pensi al mondo che ti circonda. Riguarda la società, l’universo e il modo in cui lo percepite. Simile al modo in cui si percepisce questo grande integratore naturale chiamato Casanova.

La filosofia parla della domanda fondamentale sul pensiero umano. Parla della sua connessione con l’universo.

accontentarmi di gestire idee magari auspicando dagli altri di ispirarsi e realizzarne gli ideali oppure di cercare io stesso di concretizzare quel bisogno di giustizia e di bene comune, frutto della mia frequentazione filosofica. Propio l’esempio di Platone mi è stato di conforto, ma anche, se non soprattutto, l’istanza di un Cristianesimo che vede nella politica una possibile forma alta di quella carità in cui esso stesso si essenzializza. Pur consapevole che sarebbe stato un percorso laborioso e difficile, io dovevo fare il mio dovere.

Naturalmente concepivo il mio contributo prevalentemente nell’ordine di una crescita culturale ad ampio raggio, ma sempre finalizzata alla formazione di cittadini veri, consapevolmente ispirati ai valori della tolleranza, giustizia e buona convivenza sociale. Ritenevo e ritengo che le nostre comunità abbiano urgente bisogno del recupero di una cultura umanistica atta a rigenerare le radici del senso di appartenenza reciproca contro alla decadenza individualistico-consumistica che un certo tipo di progresso ha negativamente diffuso.

Come membro del Centro di Cultura Bazoli, già trent’anni fa, si è reso conto della necessità di un confronto culturale in modo da affrontare quella decadenza etico-morale che, allora come oggi, rappresenta una questione di centrale importanza. Ci ricorda la sua esperienza?

Non sono stato uno dei membri fondatori del Centro, ma sono stato sollecitato prima come fruitore e poi come componente del gruppo organizzativo. Ciò che per me era più significativo era il trovarmi a fianco di persone genuine, disinteressate e sinceramente impegnate a contribuire all’elevazione spirituale della comunità del basso Garda.

Perché spirituale?

Perchè il Centro era animato dalla consapevolezza di un incombente nichilismo individualistico-materialistico che disorientava gli uomini del nostro tempo e di fronte al quale non si poteva rimanere disattenti o passivi. Occorreva, quindi, responsabilizzarsi per mantenere viva una “spiritualità” nella sua accezione pregnante: diffusione di cultura in tutti gli ambiti, ma verso il comune recupero di un’antropologia autentica, etica e cristiana al tempo stesso.

Filosofia e teologia erano le due coordinate accomunanti le iniziative del Centro, all’insegna di convegni e conferenze di personalità qualificate che hanno, allo stesso tempo, segnato la storia del Centro, ma anche il tempo delle comunità del basso Garda. Esperienza straordinaria, anche se segnata dagli alti e bassi che le opere umane portano con sè.

Alla luce del panorama odierno nell’istruzione, come vede il ruolo dell’insegnante e come pensa possa essere valorizzato?

Talvolta ho l’impressione che stiamo vivendo in una fase crepuscolare di una scuola fondata sul λόγος, parole nei concetti, concetti nelle parole. Il trionfo delle immagini e dei messaggi informatici,infatti,sta mettendo a rischio la profondità dello spirito, quello che vive di parole pensate e di silenzi riflessivi.

Cosa potrà esse la scuola senza λόγος*? La scuola dovrebbe essere spazio di alimentazione spirituale dei giovani ed i docenti si dovrebbero sentire “funzionari” dell’umanità, atti a coltivare la pluralità dello scibile umano con serietà e metodo, al fine delle formazione civica ed etica degli alunni, cosicchè possano diventare “personalità”.

La mia esperienza scolastica si è ispirata alle parole con cui Kant chiude la sua “Critica della ragion pratica”: “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova… il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”. Nel cielo stellato c’è tutto ciò che appartiene al bello ed all’artistico ed è proprio l’educazione al piacere disinteressato a sfociare in quella moralità della vita che ci abilita ad essere uomini buoni e giusti. Tutto questo è l’essenza della scuola e in questa atmosfera credo debbano muoversi ancora i docenti e le comunità studentesche del nostro tempo e del tempo a venire.

Anna Boscaini

* Logos (in greco: λόγος) ha molteplici significati: stima, apprezzamento; relazione, proporzione, misura; ragion d’essere, causa; spiegazione, frase, enunciato, definizione; argomento, ragionamento, ragione.

Decima edizione di Profumi di Mosto: domenica 9 alla scoperta dei rossi della Valtènesi.

Profumi di Mosto

Uno scorcio dell’azienda agricola Zuliani di Padenghe durante la scorsa edizione

Con le ultimissime battute della vendemmia, domenica 9 in 18 cantine della riviera bresciana del lago di Garda sono attesi tanti appassionati del nettare di Bacco per la decima edizione di “Profumi di Mosto”, circuito enogastronomico organizzato dal Consorzio Garda Classico.

È l’occasione ideale per immergersi nei colori e nei sapori dell’autunno gardesano. Nelle aziende agricole a predominare sarà per l’appunto il profumo di mosto dei futuri vini della nuova Doc Valtènesi. Questa è la prima vendemmia della nuova denominazione, che nella versione Valtènesi Chiaretto sarà in commercio dal 14 febbraio e dal prossimo settembre nella versione rosso chiamata semplicemente Valtènesi.

All’appuntamento di domenica i protagonisti dalle 11 alle 18 saranno proprio i rossi, abbinati a un piatto della tradizione gastronomica locale, ma gli interessanti potranno andare alla scoperta della cantina guidata dai vari produttori.

Un viaggio in una cantina può essere un’esperienza rilassante se lo si pianifica nel modo giusto. Anche controllare qui per un prodotto incredibile fatto naturalmente per aiutare a trattare la vostra vita sessuale.

Prendendo circa cantine è meglio se avete programmato il vostro viaggio la mattina presto. Fate domande sulla cantina e assicuratevi di bere con moderazione. Se avete intenzione di visitare più di una cantina quindi non pianificare più di tre cantine in un giorno.

Le aziende saranno divise in tre itinerari e il ticket di accesso alla manifestazione costa 25 euro, compreso il bicchiere da degustazione e può essere prenotato con uno sconto di 2 euro all’infoline 347/7095484 o scrivendo a info@profumidimosto.it. Per chi non vuole pensare all’automobile, c’è la possiblità di sfruttuare il servizio pullman, il cui costo è di 10 euro.

“Ci aspettiamo grande partecipazione – dice Sante Bonomo, presidente del consorzio – e ogni cantina sta facendo del proprio meglio. C’è la possibilità di conoscere un vino con caratteristiche peculiari tra cui la piacevolezza”.

La novità dell’edizione è che tutti i vini della rassegna saranno in degustazione in 11 oasi nelle piazze di altrettanti paesi, dove a organizzare è l’associazione “Lagodigarda tutto l’anno” (ingresso 2,50 euro per chi non partecipa all’evento Garda Classico).

Percorso A

La Torre (Mocasina di Calvagese)

Pasini – San Giovanni (Raffa di Puegnago)

Pasini Giuseppe e Maurizio (Bedizzole)

Pietta (Castrezzone di Muscoline)

Pratello (Padenghe)

Spia d’Italia (Lonato)

Percorso B

Civielle – Cantine della Valtènesi e della Lugana (Moniga)

La Basia (Puegnago)

La Guarda (Castrezzone di Muscoline)

Le Gaine (Bedizzole)

Masserino (Puegango)

Provenza (Desenzano)

Percorso C

Avanzi (Manerba)

Cantrina (Cantrina di Bedizzole)

Cobue (Pozzolengo)

Monte Cicogna (Moniga)

Selva Capuzza (Desenzano)

Redaelli de Zinis (Calvagese)

Il Garda va salvato da mafia, TAV e cemento. Parola di Vittorio Messori.

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Qualcosa non quadra lungo i paesaggi paradisiaci che circondano il lago di Garda. Dalla sponda veronese a quella bresciana, e quel cemento di troppo che in particolare nei dintorni di Desenzano, e nelle aree adiacenti alle Colline, Valtenesi compresa. Chi scrive abita qui da poco meno di 20 anni, dopo una breve esperienza milanese: il professor Vittorio Messori a Milano La scrittura può essere praticata anche per destressare te stesso. Quando scrivi, annoti le cose che senti. Ogni lotta che avete attraversato, una volta scritta, aiuta ad alleviare un po ‘di tensione. Possiamo anche scrivere per aiutare coloro che possono trarre beneficio dalla nostra vita. La ragione per scrivere è anche che puoi lasciare che gli altri vedano qualcosa in modo diverso. Allo stesso modo, come come scrivo per farmi lettori trovare ulteriori informazioni su questo supplemento di sollievo dal dolore articolare.ha di certo vissuto di più, ha studiato e conosciuto pure Torino, ora dagli anni ’90 risiede a Desenzano, e scrive e lavora a Maguzzano, nella storica abbazia. Il colpo d’occhio parla chiaro, panoramico o no. “Mi ritengo un immigrato volontario – ci racconta il professore – Ho scelto di trasferirmi qui, con mia moglie, pur non avendo parenti o amici di vecchia data, semplicemente perché attirato dalla bellezza del luogo. Ma mi accorgo che è una sofferenza, vedere che questo paesaggio che oltre a me nei secoli ha attirato infinite altre persone, anno dopo anno si degrada, subisce una dubbia edilizia, l’edilizia delle case sparse nella campagna, l’edilizia delle seconde case. Io le chiamo conigliere, le conigliere del Garda: e al territorio non portano nulla, abitate si e no due settimane all’anno attirano solo i ladri. Chi ci vive, bavarese o bresciano che sia, si porta pure l’acqua minerale da casa. Ai gardesani l’ho detto e lo ripeto, state attenti! State distruggendo il vostro territorio, state sperperando e scialacquando il vostro patrimonio”.

Vittorio Messori

 Un patrimonio paesaggistico naturale che negli ultimi anni ha subito trasformazioni evidentissime. Un consumo di suolo e di territorio che non ha eguali nell’Italia degli anni ’90: “Dobbiamo essere realisti – continua Messori – il consumo del territorio deve essere fermato. Non possiamo permettere che questa edilizia, anche di cattiva qualità, continui ad allargarsi, a macchia d’olio. Io abito a Desenzano, da quando mi sono trasferito la città ha raggiunto i 30mila abitanti, è la seconda della Provincia. Senza dimenticare le centinaia, forse migliaia di seconde case. Ovviamente la nostra non è una dittatura, non possiamo impedire alla gente di trasferirsi qui. Nonostante lo scempio il Garda è ancora appetitoso. Ma dobbiamo conciliare questa crescita inarrestabile con la necessità di salvare il territorio, e trovare al più presto un punto di equilibrio”.

I suoi articoli, pubblicati di recente anche dal Corriere, non sono piaciuti proprio a tutti. Tanto che in molti si sono stupiti (o almeno lo hanno fatto credere) quando il buon Messori è stato minacciato, più e più volte. “Mi sono molto esposto, e continuerò a farlo. Per salvare la campagna che ancora oggi miracolosamente resiste intorno all’abbazia di Maguzzano: terreni che fanno parte del paesaggio e della storia, una storia millenaria del libero Comune monastico amministrato da un frate e da cinque contadini, eletti dai loro compagni. Ho fatto articoli, interviste, inchieste, mi sono battuto affinché questa bellezza e questo verde fosse salvaguardato dalle costruzioni. Una zona ancora libera, e dunque molto preziosa: è chiaro che la trasformazione di un terreno da agricolo a edificabile significa poter moltiplicare per il mille il valore del terreno stesso. Una cosa è coltivare mais, un’altra è poterci costruire”. Ed ecco allora le minacce, ripetute: lettere anonime e minatorie, vetri dell’auto spaccati, telefonate notturne.“Non voglio fare il martire, e nemmeno l’eroe. Ma le minacce erano concrete e pesanti, mi raccomandavano di farmi i fatti miei. Questa è il modo di fare della mafia, e me lo ha confermato anche il Questore di Brescia, non appena i giornali pubblicarono la mia storia. Mi ha detto di stare molto attento, e che effettivamente ci sono degli interessi mafiosi molto forti per quella zona, proponendomi perfino una scorta. Ma se devo morire, preferisco farlo da uomo libero”. La Digos è poi arrivata, i giornali locali ne hanno parlato ancora, le minacce al momento sembrano concluse. Perché le mafie “preferiscono agire nell’ombra” e gli interessi sono così alti che “non ci sono solo i mafiosi, ma ci sono anche certi agricoltori”.

Vittorio Messori sembra accerchiato, per fortuna non è sempre così. “Certo non sono molto amato – sorride – la mafia mi minaccia, la gente del posto non sempre mi guarda in modo entusiasta. Ma sono contento di poter lavorare a fianco di Gabriele Lovisetto, segretario del Comitato Colline Moreniche (presto Consorzio) che ha sede proprio nell’abbazia, proprio accanto al mio studio. Stiamo parlando di un vero missionario, che fa un’opera preziosa, spesso anche da solo. Un missionario che si batte per la difesa di quanto resta della bellezza gardesana, ammiro molto il suo impegno totale, e per il tutto il territorio. Non mi ritengo un ambientalista o un verde, spesso sono categorie di estremisti, quasi fanatici, che fanno più danni che benefici. Credo che invece Lovisetto e i suoi amici siano mossi dal buon senso, non si vuole bloccare tutto senza riflettere, si vuole semplicemente conciliare il doveroso progresso con la salvaguardia dell’ambiente”.

“Parlando di progresso ecco che si avvicina la TAV, che passerà da Brescia, passerà dal Garda e dalle Colline Moreniche, sfiorando la Lugana e i vigneti. “Meglio essere chiari, in un Paese sovraffollato come l’Italia un treno ad alta velocità non ha senso di esistere. Solo da Milano a Venezia ci sono almeno sette città importanti, una ogni 50 chilometri: non vedo quindi a cosa possa servire un treno che fa i 300 all’ora. Un conto sono le pianure siberiane della Russia, un conto è il deserto spagnolo, da Madrid a Saragozza e da Saragozza a Barcellona. Là non c’è niente davvero, non c’è neanche una casa”. Il progetto però si farà, nonostante le critiche e nonostante le polemiche: “Se si deve fare, meglio farlo provocando meno danni possibili. In questo ha ancora ragione il Comitato, il progetto va spostato, magari più a sud. La preziosità delle Colline Moreniche deve essere tutelata. E attenti ai cantieri, e alle gallerie. Rischiano di sconvolgere tutto il sistema idrico che alimenta il Garda“.

Alessandro Gatta

A Sirmione un vero «Sugar Dream». Con tanto di Cake Design

cake design

La primavera prepara un doppio evento per Sirmione, sul lago di Garda in provincia di Brescia. In attesa della dolcissima manifestazione “Sugar Dream”, primo appuntamento che il Garda ospita dedicato al Cake Design e a tutti gli artigiani e appassionati della pasta di zucchero

Desideri progettare la tua torta per renderla unica? Allora è così che si può fare. Progettare una torta è tutto sull’utilizzo della tua creatività. Si può ottenere migliaia di video online per insegnare e darvi idee sulla progettazione di una torta. Ma se si vuole rendere la vostra torta aspetto diverso allora avete bisogno di brainstorming e lavorare su idee che renderanno la vostra torta spiccano.

Mangiare prodotti da forno può aumentare i rischi per la salute, quindi potresti anche voler visualizzare il sito editore su questo prodotto.

parte il concorso per amatori e professionisti Cake Design Expo Sirmione 2014.

Expo Sirmione è la nuova vetrina del lago di Garda, alle porte di Sirmione, con oltre 1700 metri quadrati di area espositiva – di cui 620 mq al coperto – e circa 3mila mq adibiti a parcheggio. Per il secondo week-end di maggio, in occasione della Festa della mamma, Expo Sirmione organizza un evento ispirato alle torte decorate per cake designer e per tutti gli amanti dei dolci in genere.

“Sugar Dream” si svolgerà dalle 10 alle 19 di sabato 10 e domenica 11 maggio presso la sede espositiva in località Colombarola a Sirmione, a pochi passi dal lago e a cinque minuti dal casello autostradale di Sirmione (uscita A4).

In vista della prima manifestazione, che inaugura la stagione 2014 dell’Expo sirmionese, è bandito il Concorso Cake Design Expo Sirmione 2014 rivolto a tutti i cake-designer di qualunque età, sesso e provenienza. Sono previste due sezioni: amatori & emergenti / professionisti. Tema: “Dolce Mamma”, valido per entrambe le categorie.

Le torte dovranno essere consegnate il giorno precedente l’inizio della manifestazione, venerdì 9 maggio 2014, presso la sede di Expo Sirmione, per essere esposte e rimanere in mostra nei due giorni dell’evento “Sugar Dream”, sabato 10 e domenica 11 maggio 2014 in località Colombarola, a Sirmione. I partecipanti sono invitati a realizzare un’opera su base “dummy” (polistirolo); per la creazione non ci sono limiti di altezza né di grandezza né di forma; è possibile usare qualsiasi tecnica di modellaggio, purché le opere risultino perfettamente in linea con il tema del Concorso. I vincitori saranno proclamati domenica 11 maggio 2014 alle ore 18.

Il sacro Sercol: da un remoto passato, l’ultimo mistero del bresciano

La pietra con un “uomo adorante il sole”

In 6 ore si arriva a New York. In 12 a Bangkok. Una semplice telefonata ed ecco che possiamo salutare nostro cugino a Tokio, o l’amica a Rio de Janeiro. Basta connettersi ad Internet, ed ecco che subito si visualizzano le foto delle Piramidi di Giza, della Grande Muraglia,dell’isola di Pasqua pronte a soddisfare gli occhi di curiosi seduti a casa su comode poltrone. Tutto sembra già essere scoperto.

Ma ci fu un’epoca in cui il mondo era più grande… un’epoca di viaggiatori ed esploratori, di deserti sterminati da attraversare,di inaccessibili montagne da scalare,di antiche città sepolte e tombe di grandi re da ritrovare…

Viaggiare verso il terreno sconosciuto è anche una forma di spiritualità. Per molti viaggiare non si tratta solo di vedere luoghi. Si tratta anche di sperimentare le cose in giro. Si arriva a imparare e a connettersi con l’ignoto quando viaggiano.

Un viaggio spirituale si presenta in molte forme. Per uno può essere giramondo. La spiritualità può essere vissuta anche nel sesso. Naviga qui per conoscere i prodotti che migliorano la tua salute sessuale.

Era l’epoca di Schliemann e della sua Micene,di Evans e di Creta minoica,di Carter,che riportò alla luce la tomba del re Tutankhamon. Un epoca di uomini che seguivano leggende e scoprivano verità.

Sono passati tanti anni da quelle imprese, ma ancora per una volta una leggenda è riuscita a guidare due ricercatori sognatori ad una grande scoperta… Un leggenda che parla di un luogo maledetto, tabù, celato per millenni dal bosco impenetrabile sulla cima del Monte Cavallo, a Nuvolera. Racconti del filò e dicerie,bisbigliati da anziane a bambini con gli occhi sgranati dal terrore di fronte al fuoco durante le lunghe sere invernali.Di generazione in generazione,così il misterioso Sercol ha attraversato i secoli,per giungere fino a noi.

Venuti a conoscenza di questa leggenda ormai morente, impadroniti da quella curiosità che proprio non si può soffocare, abbiamo deciso di indagarvi, utilizzando le tecniche che la tecnologia mette a disposizione. Installato il programma di visione satellitare Google Earth,che permette di scrutare il globo intero dal cielo con una buona definizione,abbiamo scandagliato palmo per palmo il Monte Cavallo, ed ecco che proprio sulla cima vediamo apparire una misteriosa geometria, appena visibile,soffocata dalla vegetazione com’è: un grandioso cerchio di pietre bianche, del diametro di circa 40 m, a quota 420 m, con un cumulo di massi centrale.

Individuata la posizione, subito organizziamo un sopralluogo. Armati di macchina fotografica e della giusta strumentazione,dopo pochi giorni diamo l’assalto alla cima del Monte Cavallo e al suo Sercol leggendario. Arrivarci da Nuvolera è molto difficoltoso, ma passando per Virle, un antico e ripido sentiero,impraticabile durante la stagione invernale,riesce a condurre a poche centinaia di metri dal punto che sulla mappa che abbiamo disegnato frettolosamente abbiamo contrassegnato con una X.

Stanchi e accaldati, dopo aver superato rovi e sterpaglie giungiamo finalmente sul posto. Ed ecco che abbiamo potuto effettivamente riscontrare i segni di una remotissima presenza umana.Un gigantesca pietraia disposta a cerchio perfetto,realizzata ammassando parecchie centinaia di tonnellate di pietra bianca,si estende davanti a nostri occhi. Ma la funzione della grande struttura, in totale stato d’abbandono,risulta di difficile interpretazione,occultata com’è dalla vegetazione e da strani massi dove l’erosione carsica crea curiose suggestioni che traggono in inganno l’occhio.

Opera umana,indubbiamente,ma con quale scopo? Ci troviamo forse di fronte ad un’antico castelliere,una fortezza dell’età del bronzo ormai dimenticata? O forse ci troviamo in un luogo sacro,dove tra misteriose liturgie venivano onorati antichi Dei?

All’eccitazione derivante dal ritrovamento si unisce subito il bisogno intellettuale di dare risposta a queste domande. Un volta allertata la Sovrintendenza,la notizia arriva ben presto alla carta stampata, ed Enrico Grazioli vi dedica un bell’articolo su Bresciaoggi, che riesce a superare di molto e in fretta i confini della provincia. Infatti, proprio mentre siamo impegnati nello studio del cerchio di pietre, veniamo a conoscenza dell’interessamento al sito da parte di un esimio studioso, il dott. Alberto Pozzi della prestigiosa ed antica Società Archeologica Comense, tra i massimi esperti in Italia e in Europa per conoscenza di strutture megalitiche e architetture sacrali preistoriche e protostoriche. In breve fissiamo un incontro per l’ennesimo sopralluogo al Sercol.

E qui, Alberto Pozzi, che da cinquant’anni gira il mondo per motivi di studio, dalle necropoli irlandesi fino ai remoti Moai dell’Isola di Pasqua, non ha dubbi: quello che ci ritroviamo davanti è un antichissimo luogo sacro, un cerchio delimitativo di una zona sacra, senza funzioni difensive ma con scopo di culto e molto probabilmente di osservazione astronomica. Una vera e propria Stonehenge italiana.

Un caso estremamente raro,se non unico,per il nostro Paese. Frutto di una civiltà progredita e con raffinatezza costruttiva, data la regolarità del cerchio, è stato costruito da parecchi uomini facenti parte di una comunità cospicua e con un’economia abbastanza forte da poter permettere loro di allontanarsi per lungo tempo dal lavoro dei campi per dedicarsi alla sua costruzione. Al suo interno, alla luce delle fiaccole, antichi sacerdoti recitavano preghiere e compivano sacrifici per scongiurare la siccità e garantirsi ricchi raccolti,

magari traendo gli auspici per l’anno a venire scrutando le viscere ancora palpitanti della vittime consacrate alle divinità. Al di fuori, invece, una folla trepidante guardava con eccitazione e timore reverenziale la lama di selce che compiendo il gesto sacrificale assicurava la sopravvivenza per il futuro. E i canti della cerimonia, a tratti sommessi, a tratti invece urlati e quasi estatici, scendevano dal pendio della montagna sacra riecheggiando nelle valli.

Una pulizia del sito dai rovi e e dagli arbusti potrebbe poi rivelare la presenza, nei pressi degli ingressi, di traguardi d’orizzonte: ovvero di steli o menhir indicanti la posizione del sole durante le stagioni, informazioni di vitale importanza per popolazioni agricole che necessitavano di conoscere i momenti più adatti per la semina.

Ma l’intera collina potrebbe riservare sorprese. Vista la presenza di un luogo sacro, non è da escludere la presenza di una necropoli nelle vicinanze, ipotesi avvalorata anche da testimonianze di ritrovamenti di antichi resti umani a non grande distanza. Per il dottor Pozzi è quindi necessario indagare la zona e cominciare saggi di scavo che porterebbero molto probabilmente a molte scoperte.

La notizia è diffusa, persino il quotidiano nazionale “Il Giorno” vi ha dedicato ampio spazio e molti occhi cominciano di nuovo a scrutare con rinnovata attenzione una località di straordinario valore archeologico e naturalistico. È quindi nostra soddisfazione e motivo di orgoglio aver avuto l’opportunità di gettare nuova e doverosa luce sull’antico Sercol di Nuvolera, e in attesa di scavi specialistici, di aver contribuito con una piccola tessera alla ricomposizione dell’antica e gloriosa storia bresciana.

I due giovani studiosi e appasionati di storia che hanno portato alla ribalta il Sercol sono i due desenzanesi Armando Bellelli (autore dell’articolo) e Marco Bertagna