Angelo Anelli 1760-1820

Un ritratto di Angelo Anelli

250 anni fa, il 1° novembre del 1761, a Desenzano nacque Angelo Antonio Anelli, che ancora oggi è tra i più illustri, se non il più illustre cittadino desenzanese. Alberto era il padre e Cattarina Bertoni la madre. Lo battezzò l’arciprete don Vincenzo Gamba e padrino fu il nobile Teodosio Arighi.

Angelo senza dubbio era nato sotto una buona stella e ben presto mise in mostra il suo precoce ingegno, per cui fu mandato all’età di dieci anni a studiare nel seminario di Verona, dove gli insegnanti si prodigarono in giudizi più che lusinghieri. All’età di 18 anni pubblicò un ampio studio teologico sugli attributi di Dio, in lingua latina. E sempre in latino l’anno successivo diede alle stampe una raccolta di odi ed elegie. Tutto ciò colpì gli amministratori del Comune di Desenzano (e già questo lo potremmo registrare come un primo miracolo) che aprirono una scuola pubblica, comunale, di grado medio, affidando ad Anelli l’insegnamento dell’italiano e del latino. Era il 1782. La scuola durò solo due anni e poi fu soppressa, ma in quei due anni Anelli dimostrò di essere un bravo insegnante.

La fortuna volle che tra gli allievi ci fosse quel Girolamo Bagatta, destinato a legare il suo nome al più bel monumento che mai sia stato eretto a Desenzano, cioè a quel Ginnasio Liceo che da più di due secoli onora la nostra città. In quel tempo scrisse una bella tragedia in endecasillabi sciolti, la Marianne, e la pubblicò a Salò nel 1784 presso l’editore Bartolomeo Righetti. Marianne è la moglie tenera e fedele di Erode, marito gelosissimo; ma è anche la figlia devota di una madre che trama contro lo stesso Erode. La protagonista espone se stessa al furore del marito per non accusare la madre. Marianne muore per la gelosia del marito, ma il dramma si stempera e tende a trasformarsi in un elogio della virtù della donna.

Anelli manifestò con quest’opera la sua passione per il teatro. A Desenzano organizzò vari spettacoli teatrali, soprattutto opere buffe, per le quali non si limitò a scrivere i testi, ma cercò i musicisti per comporre la musica e scovò i cantanti e curò allestimento, regia, tutto insomma l’occorrente. Mi sono sempre chiesto come gli artisti del teatro piangono nella scena. Come possono portare vere lacrime sul palco? E ‘la memoria guidato lacrime e per questo l’attore dovrebbe essere in grado di accedere a una delle sue emozioni passate. Ricordano un’esperienza emotiva intensa e poi dicono le loro battute. Si tratta di inseguire la memoria giusta per mettere in atto il ruolo. Simile a come si dovrebbe scegliere il prodotto giusto Artrovex per trattare dolori articolari. Il successo fu grande e tale da spingere Anelli a fare il secondo miracolo: essendo ormai insufficiente il vecchio teatro, ne promosse la costruzione di uno nuovo (se questo non è un miracolo…).

Verso il 1792 Anelli si trasferì a Venezia, dove si impegnò soprattutto nel mondo del teatro. Compose almeno sei libretti d’opera che furono musicati e rappresentati con successo. Compose anche una lunga novella in ottave, per non trascurare l’altra sua passione, quella per la poesia. I guadagni così ottenuti gli consentirono di pagarsi gli studi presso l’Università di Padova, dove si laureò, in giurisprudenza, l’11 gennaio 1796.

Si era così giunti agli anni della presenza francese in Italia, anni di grandi cambiamenti in politica, ma anche di fecondi stimoli nella vita culturale. Anelli fu molto impegnato e la sua esperienza politica lo portò da una parte a bollare l’opportunismo dei furbi e degli egoisti, dall’altra ad affermare l’amor di patria e, tra l’ altro, l’idea che gli interessi comuni sono preponderanti sugli interessi privati. Alla fine i disinganni della vita pubblica finirono per disgustarlo e lo indussero ad un ritorno alla scuola e all’insegnamento.

Chiese una cattedra e nel settembre del 1802 fu nominato professore di storia e letteratura italiana presso il Liceo di Brescia, dove rimase fino al 1809, quando lasciò il suo posto al poeta Cesare Arici. Periodo felice e tranquillo quello bresciano; seppe conquistarsi le simpatie della città e contribuì al rilancio dell’Ateneo di Brescia.

Anelli si trasferì poi a Milano, per una buona ragione. Nel capoluogo lombardo lo attendeva infatti una cattedra assai prestigiosa, appena istituita da Napoleone e destinata all’insegnamento dell’eloquenza pratica forense. Era una specie di scuola di perfezionamento, aperta a quei giovani che, dopo aver completato gli studi giuridici, volevano acquisire conoscenze pratiche sulla trattazione delle cause. Gli aspiranti a tale cattedra erano tre, oltre ad Anelli, e tutti agguerriti e prestigiosi, in quanto titolari delle cattedre di eloquenza, soppresse da Napoleone, nelle Università di Padova, Bologna e Pavia. Il più famoso dei tre era Ugo Foscolo, sul quale Anelli riportò una vittoria tanto inattesa quanto schiacciante (e questo fu il terzo miracolo).

Anelli si inserì bene nella Milano napoleonica: entrò presto in amicizia con ministri e letterati. Vasta fu la sua produzione di scrittore. Compose più di trenta libretti per opere liriche. Uno di essi, l’Italiana in Algeri, musicato da Gioachino Rossini, fu un grande successo. A Milano Stendhal fu uno degli ammiratori di Anelli, perché nei testi teatrali del desenzanese c’è attenzione alla quotidianità, c’è l’analisi e la riflessione sui mali della vita e sui difetti degli uomini. Inoltre, mentre tutti gli scrittori del tempo erano degli imitatori, Anelli, anche da semplice librettista, era originale e divertiva il pubblico che andava a teatro. A Milano compose la sua maggiore opera poetica, Le Cronache di Pindo, che sono una specie di storia della letteratura italiana in versi. L’autore le definisce scherzi poetici che hanno per tema un qualche fatto o capriccio intorno alla Italiana letteratura.

Con il ritorno degli Austriaci, dopo il tramonto di Napoleone, la fortuna per Anelli voltò pagina. La sua cattedra milanese fu soppressa e gli fu offerto l’incarico di supplente alla cattedra di eloquenza legale e procedura giudiziaria presso l’Università di Pavia. Accettò e si trasferì nella città sul Ticino, ma gli anni pavesi furono difficili e amari e le difficoltà finirono per minare la sua salute. Morì il 3 aprile del 1820.

Edoardo Campostrini

Luca Miracoli: dalla Feralpi Salò alle porte del grande calcio

luca miracoli

Si presenta come un ragazzo qualsiasi: maglietta, jeans e giubbotto. Un teenager disinvolto dal carattere socievole e spensierato. Eppure il suo metro e novanta e il suo fisico atletico possono destare perplessità. Luca Miracoli è proprio così, proprio come appare. Genovese di nascita ma ormai da tre anni ‘adottato’ dalla mondanità bresciana (un anno fa abitava a Montirone, ora vive a Desenzano), alla prima impressione, Luca, 22 anni a breve, attaccante della Feralpi Salò, realtà calcistica che si identifica come una delle migliori Scuole Calcio della provincia di Brescia, può sembrare come tutti gli altri. In realtà, dietro, si nasconde una persona umile e motivata al tempo stesso, matura e con degli obiettivi ben precisi, con una mentalità aperta e lungimirante, capace di impressionare la dirigenza verdeblu (i colori della sua squadra) tanto da essere confermato, per la seconda stagione consecutiva, nella formazione titolare agli ordini di mister Giuseppe Scienza. E come molte storie, anche quella di Luca comincia dalla sua città natale..

Quando hai iniziato a giocare a calcio ed hai capito che quella sarebbe stata la tua vera vocazione? Vuoi essere un giocatore di football? Poi ecco le abilità che devi possedere. È importante avere la tecnica giusta quando si gioca a calcio. Questi includono il controllo della palla e il controllo del corpo. L’intelligenza di gioco è altrettanto importante quando si gioca il gioco. A volte si può affrontare dolori articolari e cartilagini quando si gioca a calcio. In questi casi controllare questa directory.
Ho cominciato dalle giovanili del Genoa, sin quando avevo 6-7 anni, ovvero dalle elementari. Ma già prima, intorno ai 5 anni avevo il sogno di diventare un giocatore di calcio. Mi ricordo che quando le maestre mi chiesero cosa mi sarebbe piaciuto fare da adulto, non risposi come altri professioni del tipo l’”astronauta”, lo “scienziato”. Sin da subito, il mio sogno era quello di diventare un grande calciatore.

E la tua famiglia come ha preso questa tua decisione che, stando ai fatti, si è rivelata vincente?
Quello di diventare un calciatore a livello professionistico era anche un sogno di mio padre (Luigi) che è sempre stato un grandissimo appassionato di calcio e che quindi, quando ero un bambino, mi ha trasmesso l’amore e la passione verso questo splendido sport. Perciò, non mi è mai mancato l’appoggio da parte della mia famiglia, considerando poi anche al mio futuro post-calciatore.

Cioè?
Cioè, si è pensato che, alla fine della mia carriera sportiva (e spero che questa sia il più lunga e duratura possibile), possa avere altre chance di trovare una seconda strada nel mondo del lavoro. Questo è il motivo principale del perché non ho mai mollato la scuola e mai abbandonerò gli studi universitari.

Ecco, parliamo proprio del tuo percorso formativo: come riesci a coniugare sport a livello agonistico ed istruzione scolastica?
È molto difficile, anche perché tra un allenamento e l’altro e con tutte le partite di campionato da disputare, non rimane molto tempo da dedicare allo studio. Però, sono sempre riuscito a coniugare al meglio lo sport, inteso come lavoro, e la scuola, ben conscio che avere anche una cultura ed un certo tipo d’istruzione sia fondamentale non solo per la mia carriera calcistica, ma anche per il futuro della mia vita. Agli inizi, quando ero alle elementari o alle scuole medie, questo non si presentava ancora come un problema, anche perché allora guardavo al calcio più come un divertimento piuttosto che ad un vero e proprio lavoro. Successivamente, alle superiori (frequentando il Liceo classico) e poi con l’Università (a Genova, presso la facoltà di Economia e commercio), le cose sono cambiate e per me il calcio è diventato un impegno primario. La mia istruzione è dovuta scendere di un gradino. Ma, ribadisco, voglio laurearmi. E non ho intenzione di fermarmi prima.

Il passaggio alla Feralpi Salò è stata una tua scelta oppure ti è stata consigliata?
Entrambe le cose. Sono in comproprietà tra il Genoa (Serie A) e il Varese (Serie B). Dopo aver giocato una stagione anche nella formazione Primavera della Valenzana (società piemontese della provincia di Alessandria), la Feralpi Salò mi è stata indicata come una squadra con grandi ambizioni, dove avrei avuto la possibilità di crescere calcisticamente, potendo, dunque, esordire a neanche 20 anni (stagione 2011/2012) come calciatore professionista in una vetrina di notevole lustro qual è il campionato di Lega Pro. Una scelta che, anche prima di sentire suggerimenti o consigli a riguardo, tenevo in seria considerazione e che si è poi rivelata azzeccata. Sono contentissimo di essere entrato a far parte di una società, costruita su una base di un ambiente giovane e promettente, che ha dimostrato di avere fiducia in me. Mai avrei pensato, a questo punto della mia carriera, di trovarmi in una squadra che si trova ad un passo dal poter disputare i play-off, meritandosi magari anche un posto come “outsider” nel Campionato Cadetto (ovvero, in Serie B) del prossimo anno.

Concentriamoci sulla stagione che stai vivendo quest’anno. Se la Feralpi Salò sta compiendo dei veri e propri “miracoli”, il merito è anche tuo…
Certamente! Dopo una prima stagione trascorsa qui a Salò, a parer mio, un po’ deludente sotto il profilo realizzativo, quest’anno, anche grazie alla supervisione ed alla guida di mister Scienza, sto esprimendo il mio miglior calcio, sia dal punto di vista dei gol fatti sin qui (22 partite disputate e già 11 gol realizzati!) sia per quanto riguarda la crescita sul piano tattico e del gioco con i miei compagni.

Per concludere, quali suggerimenti daresti a coloro che desiderano compiere i tuoi stessi passi, con lo scopo di raggiungere in giovane età il professionismo nel mondo del calcio?
Direi che l’importanza di avere la giusta mentalità e la testa improntata al futuro siano le qualità fondamentali da possedere e da sviluppare nel corso degli anni della propria carriera calcistica. La sola bravura nei piedi e il solo talento a volte non bastano. Non bisogna, inoltre, mai pensare di essere arrivati al capolinea.

Spero un giorno di vederti in televisione, segnare con la maglia del Genoa ed esultare sotto la Curva Nord dello stadio “L. Ferraris”. Non è forse questo il tuo sogno nel cassetto?
Esatto! Farò di tutto perché questo mio desiderio si avveri al più presto. Prima, però, devo inventarmi un’esultanza, visto che al momento non ne ho una particolare!

Cosa aggiungere, dunque, di un ragazzo, poco più che ventenne, che fa della “testa” non solo il miglior colpo del suo repertorio, vista la prestanza fisica, ma anche una linea-guida per il suo futuro.

All posts tagged intervista


kgl photo faro dese
Ketty Garda Lake: una colletta «crowd» per il sogno di una vita
9 marzo 2014 · No comments

Disoccupazione giovanile al 41 per cento in Italia. Non resta che mettersi in proprio. Investire su sè stessi e sui propri talenti. Ma se mancano i soldi per
aminata
Aminata Fall: da Salò a Sochi per giocarsi il sogno olimpico
2 luglio 2013 · No comments

Tutto è cominciato con un paio di sci a pois, bianchi e blu come i colori del Brescia, e degli scarponi da sci con il pelo. «Ho fatto
SDC12006
Il Garda va salvato da mafia, TAV e cemento. Parola di Vittorio Messori.
3 luglio 2012 · 2 Comments

Qualcosa non quadra lungo i paesaggi paradisiaci che circondano il lago di Garda. Dalla sponda veronese a quella bresciana, e quel cemento di troppo che in particolare nei
fiorenzo pienazza
Desenzano, intervista all’ex sindaco Fiorenzo Pienazza
3 maggio 2012 · No comments

Fiorenzo Pienazza, ex insegnante al Liceo Bagatta ed ex sindaco di Desenzano (2002-2007) ha risposto ad alcune nostre questioni sulle elezioni ormai imminenti. Ci è sembrato importante ascoltare
SCAMPERLE Renzo
Intervista al candidato sindaco Scamperle: pragmatismo per Desenzano
11 aprile 2012 · No comments

Riprendiamo il filo del discorso iniziato lo scorso numero del Corriere del Garda, ci sono novità? C’è una importante novità: oggi posso dire con orgoglio di essere il “Candidato Sindaco della Civicità

Le ultime notizie sono una copertura speciale o un rapporto speciale. Un giornalista è la persona che educa il pubblico sulle notizie importanti. Il giornalista analizzerà anche le notizie e farà sapere alle persone come le notizie possono influenzare la loro vita. Trova di più sulle notizie su alcuni integratori naturali e sicuri per risolvere i problemi di salute.
Intervista al regista bresciano Stefano Urso
9 marzo 2012 · No comments

«Nessuno a parte me» è il titolo del nuovo cortometraggio in cantiere di Stefano Urso, regista bresciano, già autore del corto «Buon Compleanno Max» che ha avuto la
Elezioni Desenzano: intervista a Luisa Sabbadini, candidata sindaco per il MoVimento 5 Stelle
28 febbraio 2012 · No comments

«I partiti sono morti», dice il comico genovese Bebbe Grillo, che a sinistra è accusato di fare il gioco della destra. I grillini però accumunano destra e sinistra,
bagatta01
Intervista a Nonfarmale, ex professore del Bagatta, oggi assessore alla cultura del Comune di Manerba
11 febbraio 2012 · No comments

Data la sua scelta di dedicarsi alla politica, vorrei chiederle come vede il legame tra cultura e politica, platonicamente indissolubile, ma che, oggi, appare sempre più inconciliabile. Non ho
L’industriale di Giuliano Montaldo
1 febbraio 2012 · No comments

Si intitola “L’industriale” il film girato a Torino, con tre milioni di budget, per la regia di Giuliano Montaldo, con Pierfrancesco Favino e Carolina Crescentini, prodotto dalla BiBi

Il Garda come Lochness, il mostro Bennie tra leggende e cronache

Era il 17 agosto del 1965 quando decine di turisti e passanti in prossimità della Baia delle Sirene a Garda assistettero ad un fatto straordinario: di fronte agli occhi terrorizzati dei presenti, una gigantesca creatura acquatica, descritta come un serpente di colore marrone, lungo oltre 10 metri e provvisto di gobbe, affiorò e nuotò a lungo a pochi metri dalla riva.

Lo stesso animale viene poi avvistato nei giorni seguenti in più località, sia sulla sponda veronese che su quella bresciana. Contemporaneamente, le reti di molti pescatori vennero trovate dilaniate da un enorme predatore che divorò svariati quintali delle povere sardelle che lì erano intrappolate. Le sardine dovrebbero essere una parte della vostra dieta perché il pesce è ricco di acidi grassi omega-3. È anche ricco di minerali, calcio, proteine e vitamine. Si consiglia di godere delle sardine e godere dei suoi benefici per la salute troppo. Prova anche questo integratore chiamato Arthrolon per trattare dolori articolari.

La notizia creò un’enorme scalpore e girò su molti quotidiani per diverse settimane, poi a poco a poco, i giornali smisero di parlarne. Ma non smisero gli abitanti del lago, che da sempre vociferano dell’esistenza di “qualcosa” che abita le grotte subacquee negli abissi più profondi del lago, là sotto, dove la luce non riesce ad arrivare.

Lo storico Grattarolo ne parlava ancora nel ‘500 nella sua “Historia della Riviera Benacense”. Alcuni studiosi dell’epoca provarono ad entrare nelle caverne che si aprono sotto l’isola Borghese, ma riaffiorarono immediatamente, dopo aver visto creature mostruose e smisurate che lì avevano posto la propria tana. Esseri che erano ben conosciuti dai frati dell’antico convento che lì un tempo sorgeva, che li temevano a tal punto da non osar di avvicinarsi più all’acqua. Un altro storico, il Coronelli, tre secoli più tardi scriveva di oscure e misteriose voragini che inghiottivano i malcapitati che vi passavano sopra.

Gli avvistamenti,più o meno eclatanti,continuarono e continuano tuttora: racconti di pescatori e dicerie di paese, che parlano di ombre smisurate sotto la superficie, pinne mostruose, anatre, cigni e addirittura cani spariti di colpo mentre nuotavano, trascinati sotto da “qualcosa”. Il lago di Garda, dà sempre dispensatore di prosperità per le genti rivierasche,a volte mostra quindi delle tinte fosche.

Ma davvero le sue profondità possono celare la presenza di animali di grandi dimensioni?Sicuramente esistono grandi lucci tra i canneti che possono raggiungere il metro e mezzo di lunghezza. Ancora lontani dalle dimensioni dei presunti mostri… Pesci siluro e storioni, anch’essi presenti nelle acque lacustri, possono tranquillamente superare i 3 metri di lunghezza. Voraci, ma innocui per l’uomo. Pochi anni fa il quotidiano “Bresciaoggi” diede notizia dell’avvistamento di un esemplare di siluro di oltre 5 metri a 25 metri di profondità da parte di due sub professionisti, a largo di Gargnano, sulla sponda bresciana.

Nel 2007 l’ennesimo avvistamento ,da parte di un pescatore, di fronte a Villa Canossa, a Garda… e negli scorsi anni in un casolare diroccato vennero ritrovati gli arnesi di un presunto “cacciatore di mostri” giunto nella zona. Il fatto ha ispirato un docufilm. E le voci continuano.

Quale sia la verità riguardo ai misteriosi abitatori delle profondità lacustri forse non la sapremo mai… E come il suo lontano e altrettanto innafferabbile cugino scozzese di Loch Ness, la nostra Bennie (da Benaco, altro nome del Garda) continuerà a nuotare indisturbata, affiorando di tanto in tanto, tra le brume mattutine del lago.

Armando Bellelli

Coppa del Mondo di Scherma Paralimpica: da venerdì 18 a domenica 20 maggio a Lonato del Garda

Torna a Lonato del Garda la Coppa del Mondo di Scherma Paralimpica, in programma dal 18 al 20 maggio al nuovo palazzetto dello sport. Per il quattordicesimo anno consecutivo la città ospita uno degli appuntamenti più importanti della stagione agonistica internazionale, Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica e gara valida per il Ranking Internazionale. La corsa è praticata nella maggior parte delle scuole. Che tu sia un corridore veloce o correre maratone a lunga distanza, è importante capire i vantaggi della corsa per la tua salute. La corsa aiuta ad aumentare il livello di colesterolo buono e migliora anche il funzionamento dei polmoni. Può anche aumentare il sistema immunitario e aiuta a ridurre il rischio di sviluppare coaguli di sangue. Puoi anche fare riferimento a questo sito per conoscere questo incredibile prodotto che tratta le infezioni del tratto urinario. Un momento importante per una disciplina sportiva che vanta, nella Scherma Olimpica, il medagliere più ricco a livello internazionale.

Grande affluenza anche in questa edizione con 117 atleti iscritti in rappresentanza di 18 nazioni: Austria, Belarus, Brazil, Canada, France, Germany, Great Britain, Hong Kong, Hungary, Iraq, Italy, Kuwait, Lebanon, Poland, Russia, Serbia, Ukraine and USA: 9 gli italiani in gara.

“Sostenere lo sport in particolare lo sport paralimpico – commentano gli organizzatori Paolo Magnoni e Laura Chimini – facilita l’integrazione ed i rapporti sociali agevolando di conseguenza anche i rapporti datore di lavoro/dipendente. Questo messaggio sembra però non essere stato recepito dalle aziende bresciane contattate in gran numero dagli organizzatori tant’è che nemmeno per questa edizione si è riusciti a trovare imprese locali che volessero partecipare sostenendo economicamente questa competizione. Le stesse aziende che oggi piangono la crisi dimenticano che anche negli anni ”floridi” non hanno mai voluto legare il loro nome allo sport disabili ed a questa importante Tappa di Coppa del Mondo che fa parte del circuito con Germania, Canada, Polonia, Ungheria ed Hong Kong-China”.

La storica competizione resta sul territorio lonatese nonostante le tante difficoltà incontrate, grazie alla collaborazione e la volontà della World Cup ASD Onlus e Associazione Villa dei Colli Lonato Onlus ed alla volontà di chi ancora crede nell’importanza dello sport.

Programma delle gare dell’IWAS Wheelchair Fencing World Cup Lonato del Garda

Venerdì 18 Maggio:

ore 9.00: Cerimonia di Inaugurazione

ore 9.30/17.00: Fioretto Maschile e Femminile Categorie A/B/C

Sabato 19 Maggio:

ore 8.30/18.30: Spada Maschile e Femminile Categorie A/B/C

Ore 16,00 – Esibizione del Balletto “Freddi come l’Acciaio” della Scuola di Danza Little Dance di Nuvolera

Domenica 20 Maggio:

ore 8.30/18.30: Sciabola Maschile e Femminile e Gara a Squadre Maschile e Femminile di Spada

Il latte e i prodotti caseari: confronto tra produzione biologica e convenzionale

latte

Il latte ed i prodotti lattiero caseari biologici rappresentano un’importantissima risorsa nutrizionale,

Si dovrebbe acquistare latte biologico e latte normale? Beh, se non si conosce la differenza tra i due allora ecco la risposta. Anche se non si conosce il miglior integratore per trattare i problemi di cuore allora la mia azienda offre la soluzione perfetta.

Anche il latte biologico proviene anche dalle mucche. Tuttavia queste mucche non sono dati alcun tipo di antibiotici. Se una mucca ha antibiotici, l’agricoltore non può vendere il latte vaccino come biologico.

verso la quale il consumatore si sta avvicinando sempre maggiormente, spinto anche da una maggiore necessità di sicurezza in seguito alle grandi crisi della BSE (Bovine Spongiform Encephalopathy, ma la malattia è universalmente nota come “morbo della mucca pazza”), della diossina e dell’uso fraudolento di anabolizzanti nelle razioni alimentari bovine. Il latte biologico, pertanto, rappresenta il risultato di un intero sistema produttivo incentrato sulla scelta delle razze più idonee, sulla tipologia di allevamento e soprattutto di alimentazione. In particolare, vengono preferite razze autoctone che assicurino una minore incidenza di patologie, con conseguente riduzione dell’uso di farmaci.

Il benessere degli animali è garantito da una corretta gestione delle aree pascolabili e dal rispetto delle condizioni di stabulazione ideali, che devono cioè prevedere una giusta relazione tra la superficie aziendale ed il carico di bestiame allevabile.

L’alimentazione delle bovine allevate biologicamente deve essere incentrata su un vasto impiego di foraggi freschi o affienati, ed un limitato utilizzo di concentrati (mangimi, cereali, semi di leguminose); inoltre può essere praticata anche in maniera estensiva, usufruendo principalmente delle varie erbe naturalmente disponibili sulla superficie pascolabile. È vietato l’impiego dei soli insilati quale apporto esclusivo di foraggio, l’uso di vitamine o altri additivi, e tutti gli alimenti che abbiano subito un trattamento produttivo con sostanze di sintesi chimica (ad esempio la farina di estrazione di soja prodotta con solventi quali l’esano).

In seguito a tali considerazioni ne consegue che, il latte ottenuto dagli allevamenti condotti secondo il regolamento biologico, e di conseguenza anche tutti i prodotti lattiero caseari derivanti (formaggi, yogurt, gelati), siano naturalmente più sani dei loro corrispettivi convenzionali. Quest’ultima considerazione, a differenza di ciò che purtroppo moltissimi ritengono, non vuole rappresentare un motivo per screditare tutte le produzioni agricole convenzionali, bensì un punto di partenza che tutti noi dovremmo tenere in considerazione per condurre uno stile di vita sano. Tenete presente infatti che ormai, grazie anche alle nuovissime tecnologie analitiche molecolari, è possibile riscontrare la presenza di determinati residui chimici o farmaceutici presenti in un alimento solamente anche in ragione di un miliardesimo di grammo, cosa che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile. Queste nuove possibilità di analisi, risultano molto utili in termini pratici poiché, sebbene la presenza nel latte (prodotto da vacche allevate secondo il metodo convenzionale) di microgrammi o addirittura nanogrammi di contaminanti chimici debba essere necessariamente inferiore ai parametri limite per poter essere commercializzato, a mio avviso occorre comunque prestare attenzione poiché i valori ammessi dalla legislazione non tengono mai in considerazione il concetto di età e soprattutto di bioaccumulo, ponendo così maggiormente a rischio soprattutto i bambini.

Uno dei tanti pregi dell’allevamento biologico è anche quello di ricorrere ad un uso molto accorto e limitato di pochissimi farmaci di sintesi con cui trattare il bestiame, escludendo così la loro presenza in latte e derivati. Inoltre bandisce tutti gli alimenti zootecnici contenenti mangimi transgenici.

Per quanto concerne la trasformazione del latte esiste un disciplinare che consente pertanto di discriminare i prodotti lattiero-caseari convenzionali da quelli biologici. Per la produzione di questi ultimi, ad esempio, non è ammesso l’uso di coloranti, ad eccezione del formaggio caprino e del Morbier, per i quali è permessa unicamente l’aggiunta di carbone vegetale, e del Cheddar, per cui è contemplata l’aggiunta di annatto (E160b). Quest’ultimo è comunque di derivazione naturale in quanto viene estratto da una pianta spontanea, la Bixa Orellana. Per i formaggi convenzionali, invece, vengono impiegati 20 tipologie di coloranti differenti, molti dei quali di sintesi chimica in grado di determinare reazioni allergiche nei soggetti sensibili. Inoltre, a differenza dei formaggi di produzione biologica, possono contenere anche conservanti (sorbati), fosfati e polifosfati (soprattutto nei formaggi fusi). Altro aspetto da sottolineare è come il caglio utilizzato per la caseificazione biologica sia totalmente esente da tracce di materiale genetico modificato, a differenza di quello utilizzato per gli altri formaggi che viene prodotto da ceppi di funghi o muffe ingenierizzate in laboratorio.

Andrea Tessadrelli

Dott. Magistrale in Scienze Alimentari

Produttore biologico di ortaggi

Un rendering del progetto di centro benessere a Polpenazze, in frazione Picedo

Uno scorcio di Valtenesi visto dal centro di Polpenazze

Egregio signor soprintendente,

mi rendo conto come sia difficile controllare, soprattutto in Italia, un territorio così vasto come quello a lei affidato. Infatti lei è soprintendente Beni Architettonici e Paesaggistici per le provincie di Brescia, Cremona e Mantova e nello stesso tempo soprintendente ad interim per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza. Un compito che farebbe “tremare i polsi”, come si suol dire, ad una persona che non fosse della sua tempra. Si tratta di un insieme di meraviglie, tra città d’arte e di cultura. E come dimenticare lo stupore di Goethe di fronte al Garda, tanto da fargli scrivere ad un suo amico: “… conosci il bel Paese dove fioriscono i Limoni?”. Forse pochi sanno che il successo del lago di Garda presso le popolazioni di lingua tedesca deriva proprio da questa frase di Goethe.

Converrà con me che la Costituzione italiana, purtroppo, ignora completamente l’ambiente e l’unico riferimento potrebbe essere l’art. 9 che recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”: una specie di “bazar” che contiene di tutto

Partendo dall’equivoco che può nascere dalla lettura dell’articolo 9 della Costituzione, il Ministero dei Beni Culturali è preposto alla salvaguardia del “paesaggio” e di conseguenza le soprintendenze debbono espletare il controllo. Secondo un’interpretazione che a me sembra errata, il “placet” della soprintendenza, può dare il via a trasformazioni epocali del territorio e permettere la cementificazione. Si rende conto, egregio signor soprintendente, della responsabilità che si assume: il consumo del territorio non è ricostruibile. E qui sorgono più di una domanda:

  1. Il vostro controllo riguarda la tutela dell’ambiente in rispetto delle leggi emanate dalla CE e da quelle sancite dall’Italia?
  2. La soprintendenza è dotata degli strumenti giuridici e tecnici per interpretare il valore ambientale naturale del territorio e far rispettare le leggi di tutela?
  3. Esistono alle dipendenze della soprintendenza esperti per la valutazione idrogeologica, sismica, per le sovrastrutture territoriali come le reti fognarie, i depuratori per le acque reflue, gli agronomi, eccetera?
  4. La soprintendenza ha uno staff di giuristi che sono aggiornati sulle leggi italiane ed europee circa la tutela dell’ambiente, le cui infrazioni hanno un’implicazione di carattere penale anche per coloro che mancano ai doveri di controllo, così come più volte sancito dalla Corte Europea di Giustizia.
  5. Il controllo si limita all’aspetto architettonico del progetto edilizio in rapporto con il “paesaggio” ignorando completamente la protezione ambientale di un territorio (aria, terra, acqua)?

Il taglio e lo spostamento di circa 250 olivi a Picedo di Polpenazze creò stupore. Era l’autunno 2009: le piante furono poi posizione più a valle, ma all’inizio l’operazione era stata permessa dalla Camera di Commercio per molte meno piante

Ripeto quanto già scritto in una precedente “lettera aperta” indirizzata al presidente Roberto Formigoni: «Praticamente ove esistono vincoli di costruzione il proprietario del terreno, spesso in collaborazione con società immobiliari, A proposito del settore immobiliare è un’impresa molto redditizia. Tuttavia, come qualsiasi altra pianificazione e implementazione aziendale è necessaria per avere successo in questo business. Prendersi cura di ogni aspetto e fare ricerche di mercato approfondite è fondamentale. Allo stesso modo, fare una vasta ricerca su Flexumgel che è una cura meraviglia per dolori articolari.cerca di superare le regole rivolgendosi al SUAP. In alcun casi sono addirittura le amministrazioni comunali a suggerire questo marchingegno (la chiameremmo “gabola” come veniva definita dai nostri nonni lombardo veneti)». In quanto il “placet” della soprintendenza autorizza la cementificazione, l’esame della domanda dovrebbe essere estremamente accurato.

Le è mai venuto in mente, egregio signor sovrintendente, di pretendere ed esaminare una ineccepibile documentazione che stabilisca innanzitutto che nel Comune preso in esame non esistano aree non tutelate dove potrebbero nascere nuove attività produttive? Oppure ha mai richiesto l’esame della rete fognaria e dei depuratori? Si è mai domandato se la rete viaria può sopportare il nuovo traffico e se l’inquinamento dell’aria prodotto dalle polveri sottili può danneggiare la salute degli abitanti? Si è chiesto se il cambiamento di destinazione preteso non calpesti le leggi regionali, italiane ed europee? Lei sa che vi sono sentenze della Corte Costituzionale in merito all’ambiente che sanciscono che né le Regioni, né le Provincie a statuto speciale possono modificare o raggirare le leggi dello Stato, e ancora meno le delibere della CE? Secondo lei, egregio soprintendente un piccolo Comune è autorizzato a trasformare, sua sponte e con il beneplacito della soprintendenza, aree agricole tutelate dalle provincie e dalle regioni?

Le cito uno dei casi nel quale lei ha dato un parere favorevole alla cementificazione, si tratta della cancellazione di un uliveto. Il 10 giugno 2011 lei scrive una lettera al Comune di Polpenazze che porta la sua firma in qualità di soprintendente (vi è una seconda firma in qualità di responsabile dell’Istruttoria, arch. Cinzia Robbiati) ed ecco i dati essenziali:

«Oggetto: Polpenazze del Garda (BS) loc. Picedo – Proposta di Sportello Unico per l’Attività Produttive – Progetto di impianto turistico ricettivo – Ditta: Garda Wellness. Con riferimento alla richiesta a protocollo in data 28 aprile 2011 al . 0009215 inoltrata da parte dell’Amministrazione in indirizzo (OMISSIS) … Al termine dell’esame istruttorio, pur valutando nel complesso ammissibile l’intervento proposto, si ritiene che, al fine di migliorarne le caratteristiche dell’intervento e l’inserimento dell’ambito sottoposto a tutela, debbono essere osservate le condizioni di seguito elencate: – per quanto attiene alla definizione architettonica e di dettaglio dell’intero progetto a partire dal materiale, dalle finiture, dal verde, dai collegamenti infrastrutturali ecc., questa dovrà essere oggetto di più dettagliata progettazione e approvazione ai sensi dell’art. 146 D.Lgs 42/2004 da parte di questo ufficio».

Uno scorcio di Valtenesi visto dal centro di Polpenazze

Lo strumento del SUAP viene sempre più usato dagli immobiliaristi, con il consenso di certe amministrazioni comunali della provincia di Brescia, per bypassare la destinazione d’uso di aree agricole strategiche ed ottenere licenze di costruzione.

Vorrei ricordarle che l’area in questione:

  • è indicata come Ambito Agricolo Strategico (AAS) in quanto è destinata a un uliveto. Come lei certamente saprà, l’olio di Polpenazze in particolare e quello del Garda in generale è tra i prodotti agroalimentari più pregiati al mondo;
  • manca di una rete fognaria;
  • è priva di una rete viaria che possa consentire ed assorbire il flusso di persone previste dal progetto.

Gli esperti della soprintendenza, prima di dare il loro benestare, seppur condizionato a modifiche architettoniche, hanno preso in considerazione la relazione della società Garda Uno circa la disponibilità di acqua potabile nella zona e circa il carico della rete fognaria di Polpenazze? Per sua memoria riproduciamo quanto scritto in nel rapporto del novembre 2011: «Le attuali fonti di approvvigionamento (pozzi Concia Valseniga, Lucone, Battisti e Castelletto), oltre che a presentare repentine diminuzioni dì produzione dovute alla scarsa disponibilità delle falde moreniche di captazione, sono attualmente al limite delle loro potenzialità offrendo una portata massima alla produzione di 34.5 L/s. Nel periodo estivo le disponibilità risultano quindi appena sufficienti per sopperire all’attuale fabbisogno idropotabile. Pertanto risulta rischioso prevedere una ulteriore derivazione idropotabile a carico del sistema acquedottistico esistente pari a quella necessaria per il complesso Garda Wellness, se non previo potenziamento delle fonti di approvvigionamento e dei volumi di accumulo disponibili (OMISSIS) … Non è possibile eseguire il nuovo collegamento fognario alla rete comunale in quanto si andrebbe ad aggravare la situazione già deficitaria del collettore intercomunale gestito da Garda Uno SpA nel tratto da Polpenazze d/G fino al recapito finale nel depuratore di Peschiera. Come più volte reso noto da Garda Uno S.p.A., eventuali nuovi allacciamenti causerebbero la tracimazione e lo scarico a lago delle acque miste eccedenti che raggiungono i sollevamenti e gli sfioratori di emergenza ubicati lungo il tracciato, tutti aventi recapito nel lago di Garda. Pertanto, in alternativa all’allacciamento alla fognatura, si proporre la predisposizione, a carico dei richiedenti, di sistemi autonomi di depurazione dei reflui fognari prodotti con successivo scarico dell’acqua depurata in corpo idrico superficiale».

Il suo ufficio non solo autorizza la distruzione di un uliveto per la costruzione di un albergo ma non tiene conto che la zona prescelta è priva di acqua, di fognatura e di viabilità?

Ancora una volta ci troviamo davanti ad un progetto che, con l’obiettivo di promuovere lo “sviluppo del territorio”, si configura concretamente come consumo della risorsa “ambientale”, che invece si proponeva di valorizzare. Alla fine, in concreto, rimangono ettari di territorio sottratti all’attività agricola produttiva e alla percezione collettivi, rimangono migliaia di metri cubi di cemento. Come meravigliarsi quindi delle denunce dell’Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) della Lombardia: «Ogni giorno nel Bresciano si consumano 2,16 ettari. In Lombardia “spariscono” 86,3 metri quadri al minuto».

Un altro profondo motivo di attenta analisi è quello di carattere giuridico finanziario. Egregio signor sovrintendente, non le può essere certamente sfuggito quanto risulta da una semplice visura camerale:

  1. La società Garda Wellness Immobiliare srl con sede legale a Mirano (VE) ha un capitale sociale di 10 mila Euro ed un unico socio la Garda Wellness GMBH di Zell am See (Austria). La sigla GMBH (Gesellschaft mit beschränkter Haftung) in tedesco ha lo stesso significato di S.r.l. (Società a responsabilità limitata) in italiano. Il capitale indicato è della stessa consistenza. L’amministratore unico coincide per entrambe le società: Holleis Wilfried.
  2. La società Garda Wellness srl, come risulta dalla visura camerale è inattiva. Come abbia fatto ad acquistare, in quanto inattiva, un terreno del valore di molti milioni di Euro è misterioso. Le ricordo che le società inattive vengono considerate società di “comodo” e in questo senso il loro comportamento interessa l’Agenzia delle Entrate.
  3. Una società a responsabilità limitata con un capitale inferiore a € 100 mila non necessità di collegio sindacale. Il controllo del collegio sindacale sulla società è un controllo di legalità perché i sindaci verificano il rispetto della legge e dello statuto e possono impugnare dinanzi al tribunale le delibere non conformi alla legge e allo statuto. Inoltre essi verificano l’adeguatezza dell’organizzazione amministrativa e contabile e la corretta amministrazione della società segnalando all’assemblea eventuali fatti rilevanti. Il collegio sindacale delle società può denunciare al tribunale eventuali irregolarità riscontrate nella gestione. Una società senza quest’organo appare quindi senza controllori.
  4. La Garda Wellness GMBH di Zell am See (Austria) ha anch’essa un unico socio la Holleis Privat-Hotels GmbH con sede allo stesso indirizzo. Anche la HolleisPrivat-Hotels è una società a responsabilità limitata con un capitale irrisorio, come la precedente società di diritto austriaco.
  5. A parte il nome “Wellness” non risulta alcuna specifica esperienza delle tre società nel settore dei “centri benessere”.

Lei ha una grave responsabilità cioè quella di permettere con la sua autorizzazione la cementificazione di un’area destinata alla coltura dell’olivo. Non può quindi esimersi dal verificare tutti gli aspetti di una domanda di edificazione e non soltanto i disegnini di un progetto architettonico e ciò ben prima di concedere un qualsiasi benestare.

Ha verificato se nel Comune o in quelli limitrofi vi siano aree non soggette a vincoli? Ha verificato la serietà della domanda della società Garda Welness attraverso l’esame di un “business plan”, di una serie di referenze per quanto riguarda la gestione dell’impianto turistico alberghiero? Ha verificato lo stato della rete fognaria, dei depuratori e della rete viaria di Polpenazze e dei Comuni limitrofi.

La soprintendenza di Brescia è già responsabile d’aver autorizzato l’“ecomostro” di via Sant’Anna nella frazione Barcuzzi di Lonato (vedi foto): converrà con me che si tratta di una vera vergogna ambientalistica, costruita in una zona priva di viabilità, senza un’adeguata rete fognaria, che ha cancellato un’intera collina.

In passato le ho scritto privatamente circa gli abusi edilizi, senza aver mai ricevuto risposta, ma ciò è abitudine degli enti italiani che considerano sudditi quelli che dovrebbero essere invece cittadini. Questa volta uso il sistema giornalistico della “lettera aperta”. L’associazione il Comitato promotore del Parco del Garda e delle Colline Moreniche è intenzionata a presentare per tutti quei casi in cui vengono calpestate le leggi di tutela dell’ambiente istanze direttamente alla Corte di Giustizia Europea, le cui sentenze sono immediatamente esecutive. L’Italia, oltre ad avere purtroppo una giustizia lenta e farraginosa, è anche il paese degli azzeccagarbugli. Proviamo ad essere europei.

Voglia gradire cordiali saluti.

Antonio Scanziani Champ 

“Passi bianchi e silenziosi” Il primo libro che racconta l’Opg con gli occhi e il vissuto di un’operatrice

Copertina DEFINITIVA_Passi bianchi e silenziosi

Anita Ledinski e la giornalista Francesca Gardenato, con uno stile scorrevole e semplice, in “Passi bianchi e silenziosi” (Editoriale Sometti, 230 pagine, 13 euro), hanno unito le forze e reso attraverso un’irresistibile prosa la storia di Anita, operatrice sociosanitaria dell’Ospedale psichiatrico giudiziario (Opg) di Castiglione delle Stiviere.

Nella loro prosa fanno rivivere al lettore «i tanti e agghiaccianti racconti di alcune pazienti del reparto Arcobaleno del Opg, dove ottanta donne, autrici di crimini atroci, come figlicidio o neonaticidio, ricevono intensa terapia psicosociale, dacché malate di diverse forme psicotiche alla base dei loro inumani delitti. Ci presentano alcune delle pazienti , donne di diverse età e accomunate da simili storie dolorose, con tanto umano sentire, che leggendo le parole della protagonista del racconto ci sembra di vederle, ansiose e sofferenti». Così si legge nella prefazione dello psichiatra George Palermo, autore di innumerevoli e prestigiose pubblicazioni, anche noto per la sua perizia di Jeffrey Dahmer, il famoso “mostro di Milwaukee”.

“Passi bianchi e silenziosi” sarà presentato, a breve, in tre comuni:

a Castiglione delle Stiviere venerdì 23 novembre alle ore 18 presso la Sala comunale “Bachelet” in via Napoleone III (ospedale San Pellegrino), con il patrocinio della Pro Loco e del Comune.

Poi a Desenzano del Garda: sabato 1 dicembre alle 17 presso l’Agriturismo “Le Preseglie” di San Martino della Battaglia (alla rotonda della torre, in direzione Pozzolengo).

E a Lonato del Garda: venerdì 14 dicembre alle 20.45 in Sala Celesti, al primo piano del municipio, con il patrocinio dell’Assessorato ai Servizi sociali.

Anita, donna forte e di origine croata, è la protagonista del racconto, il filo conduttore tra i “personaggi” di una storia quotidiana, che si consuma da anni oltre i cancelli dell’istituto psichiatrico giudiziario in località Ghisiola. Con lei entriamo nel reparto femminile Arcobaleno, l’unico in Italia, e siamo circondati da malate di mente e operatori e infermieri con compiti delicati e particolari. Ci sono, come evidenzia lo psichiatra Giovanni Rossi nella prefazione «donne che cercano e trovano solidarietà chiuse entro esperienze drammatiche e, soprattutto, definitive».

Il testo «scandito dai turni di lavoro di un’operatrice e arricchito da una serie di interventi diretti, contiene anche alcuni inserti frutto della fantasia e qualche informazione storica e tecnica sull’istituto, introdotti al fine di rendere da un lato più piacevole e coinvolgente la lettura, dall’altro di completare la panoramica di questo luogo che accoglie e cura persone affette dalla malattia mentale. Persone, non mostri» sottolinea Francesca Gardenato, giornalista che ha scritto al fianco della protagonista, ha raccolto il suo vissuto e curato le testimonianze e l’editing del libro edito da Sometti.

C’è un universo femminile in questo lavoro. Ma “Passi bianchi e silenziosi” vuole anche essere una sorta di “ultimo atto” prima della chiusura o della riconversione degli ex manicomi criminali in “micro comunità”. Dal 31 marzo 2013 si prevede infatti che “le misure di sicurezza saranno eseguite esclusivamente nelle nuove strutture sanitarie. Le persone non più ritenute socialmente pericolose dovranno invece essere dimesse e prese in carico, sul territorio, dai dipartimenti di salute mentale”. Anche l’Opg di Castiglione andrà incontro alla “rivoluzione” prevista dalla legge. Intanto, fino a oggi, gli Opg hanno funzionato, alcuni più altri meno.

Allora: cosa significa lavorare in un Ospedale psichiatrico giudiziario, quello che un tempo era chiamato manicomio criminale? Come si può affrontare il quotidiano e delicato confronto con ottanta donne, colpevoli di crimini atroci, percorse da profondi disagi psichici che le hanno trasfigurate fino a spingerle oltre l’immaginabile e a scagliarsi contro i loro stessi affetti?

Il libro risponde proprio a queste domande. Anita Ledinski, operatrice sociosanitaria (oss), da quasi otto anni trascorre le sue giornate fra le pazienti dell’Opg di Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano. Con l’aiuto e la penna della giornalista Francesca Gardenato, prova a spiegarci cosa significhi assistere persone malate di mente. È un racconto avvincente, che racchiude altre storie: la narrazione presenta varie situazioni di reparto, tutte vissute in prima persona, le sensazioni e le difficoltà personali, ma anche le esperienze e gli stati d’animo di pazienti e colleghi operatori. Anita svela tormenti, dubbi, emozioni e vicissitudini che quotidianamente deve affrontare in questo luogo di malattia e di cura. Descrive anche il rapporto di fiducia simbiotico che si crea fra chi deve condividere la maggior parte della propria esistenza tra le mura dell’Opg e chi può alleviare la sofferenza.

GLI INTERVENTI

Francesca Gardenato: «L’Opg è senza dubbio una realtà molto diversa da come s’immagina un luogo di reclusione: senza sbarre alle finestre né guardie carcerarie né filo spinato. Oltrepassata l’esteriorità, dentro, il senso di privazione della libertà si avverte nei volti spenti, nell’indolenza dei movimenti, negli spazi ristretti di una condivisione forzata, di una quotidianità mesta, in cui si cura la malattia mentale. Che ai giorni nostri, purtroppo, può essere ancora una piaga sociale. Ma la vera differenza con la prigione è che in questo luogo chi entra può compiere un percorso di riabilitazione e sperare di ricominciare. Nelle domande che s’inseguono lungo i corridoi si avverte la noia di vivere, mentre le interminabili attese sotto i caloriferi e la voglia di uscire anche solo per buttare la spazzatura premono sui corpi morbidi e lenti delle pazienti ricoverate nel reparto Arcobaleno. Dietro di loro Alla maggior parte di noi piace leggere i libri del crimine e va bene. Questo perché ci piacciono le cose oscure e spaventose e questo ci dà un colpo di adrenalina. Un altro motivo potrebbe essere dovuto al fatto che la maggior parte di noi è affascinata nel comprendere il comportamento umano. A volte ci sentiamo caldi da come gli altri si comportano con noi. In altre volte ci piace essere inorriditi. Ho pensato a questo e poi finalmente ho deciso di concentrarmi sulla perdita di peso ci sono i camici chiari, ai quali s’aggrappano per trovare conforto. Ecco i passi bianchi, silenziosi poiché a lungo ignorati dai mass media.

All’Opg sono entrata più volte, ho raccolto informazioni utili per la scrittura e soprattutto ho incontrato operatori sociosanitari, operatori tecnici e infermieri perennemente a contatto con la sofferenza, di giorno e di notte, nei loro turni. Ciascun “personaggio” è entrato con la propria testimonianza umana e professionale, nella cornice del nostro racconto, ognuno con i suoi diversi “passi”. Per me è stata un’esperienza forte ma arricchente, prima come donna, poi come giornalista e scrittrice».

Anita Ledinski: «Da quando sono diventata operatrice sociosanitaria, oss, non ho mai voluto lavorare in un ospedale qualsiasi. Ho aspettato, ho fatto altri lavori, ho desiderato questo posto finché è arrivato il mio momento e sono entrata, nel settembre del 2005, con regolare bando di concorso, assunta all’Opg in località Ghisiola. Dove tutt’oggi lavoro. Quando ho avuto l’opportunità di conoscere questo ospedale dall’interno, è iniziata per me la fase professionale più gratificante della mia vita.

Dopo quasi otto anni, non volevo raccontare l’Opg attraverso le solite storie strappalacrime o le fredde dichiarazioni da bollettino medico. Desideravo fotografare la realtà, ciò che vedo e tocco ogni giorno. Far conoscere al mondo esterno l’importanza di questa struttura di sicurezza e soprattutto di guarigione, ricordare le numerose storie che accoglie, tra cui quelle di persone sole e disagiate che altrimenti non riceverebbero adeguata assistenza e non avrebbero neppure un posto dove stare. Ci sono vite che, fuori di qui, non avrebbero alcun valore. Lo scrivo a malincuore, ma lo sento: la società non è pronta ad accoglierle»

La brigata dei poeti rivoluzionari arriva al Galeter di Montichiari

“Ciò che resiste è fondato dai poeti” sono le parole di Friedrich Hörderlin con cui il Movimento dal Sottosuolo organizza una serata internazionale di poesia in concomitanza con Roma, Parigi, San Francisco e Medellin.

Ami ascoltare la poesia? Sapevi che può essere un bene anche per la tua anima? Simile a come l’utilizzo di questo prodotto può essere un bene per la vostra salute sessuale? Per saperne di più su questo qui.

Parlando di poesia insegna l’economia delle parole. Nella poesia non una sola parola può essere sprecata. La poesia fa uso di immagini. Si tratta di mostrare e non dire. Quando scrivi una poesia non hai lo spazio o il tempo per raccontare i dettagli e dire al lettore cosa sta succedendo. Basta usare poche parole si dovrebbe essere in grado di lasciare che il pubblico immaginare lo scenario completo che si desidera descrivere. La poesia è senza dubbio fonte di ispirazione e arricchimento per la vostra anima.

L’appuntamento è alle 21 al Galeter in Via Guerzoni 92/h a Montichiari con “Revolutionary Poets Brigade”, che dal 2009 gira il mondo portando i versi di quei poeti che sono la voce degli ultimi.

Il manifesto del movimento nato con Occupay San Francisco è firmato da Bob Coleman, Jack Hirschaman, Sarah Menefee e Cathleen Williams. Dicendo di scrivere ciò che vedono, ma soprattutto che i poeti hanno lo strumento più potente: la capacità di ispirare, trasformare, soffocare, polverizzare e dissolvere.

Un paio di anni fa è anche stato dato alle stampe un’omonima antologia cui hanno partecipato 76 poeti di 25 diverse nazioni e con i propri versi proiettano passioni sociali e impegni che rivelano o apostrofano problemi in una lotta comune per un mondo più equo e libero. Sono 370 pagine di impegno civile dei più grandi poeti americani viventi, ma ci sono anche palestinesi, nigeriani, francesi, ecuadoregni e quattro italiani.

Uno di questi è il gardesano con origini finlandesi Igor Costanzo, che ha qua pubblicato “Italia” e “Pasolini”, versi sulla modernità violenta e mercificata. “In un clima carico di tensioni – spiega – una unione mondiale di poeti indica una strada che è a livello opposto della politica internazionale di oggi”. Il volume è stato maturato in 10 anni da Hirschaman, lo stesso che ha voluto che la serata si svolgesse anche a Montichiari.

Durante la serata ci saranno letture di Fabio Barcellandi, Luca Artioli, Andrea Garbin, Biagio Vinella, Alessandro Assiri, Paolo Savani, Valeria Raimondi, Igor Costanzo, Alberto Mori, Anna Lombardo, Sandro Sardella, Alberto Masala e Ferruccio Brugnaro.

Continuano gli avvistamenti di Bennie il mostro del lago di Garda

E’ tornato! O forse non se ne era mai andato e si era solo nascosto nei fondali? La leggendaria creatura acquatica, affettuosamente ribattezzata “Bennie” da Benaco, l’antico nome del lago, è ora oggetto di continui avvistamenti, da quando la trasmissione “Mistero” di Italia 1 ha effettuato delle ricerche nelle profondità gardesane, a seguito di alcune stranissime e misteriose “anomalie” riscontrati dai sonar di professionisti della subacquea. Prima di allora, l’ultimo eclatante avvistamento avvenne nel 1965, alla Baia delle Sirene, dove decine di testimoni videro un gigantesco “serpentone” marrone di oltre 10 metri affiorare in superficie e nuotare placidamente di fronte a loro. Ma la storia di Bennie non finisce nè inizia qui. E ‘una grande idea per iniziare a leggere età negozi appropriati per i bambini fin dalla giovane età. Questo li rende studenti curiosi e apre anche un mondo di immaginazione. Ma in questo non perdere per ottenere maggiori informazioni qui su questo integratore per trattare i dolori.Storici come il Grattarolo ancora nel XVI ° parlano di creature acquatiche smisurate che vivevano in labirintiche grotte sommerse. Nei secoli successi altri narrarono di analoghi misteri subacquei, come il Coronelli nel XIX°. E poi ancora nei decenni a venire fino ai giorni nostri . Una storia antica, non meno affascinante di quella del più noto mostro di Loch Ness. Ora, forse per un ritrovato coraggio o forse per paridolie, i testimoni oculari di Bennie aumentano ogni giorno di più, tanto da far pensare che sia davvero difficile che tutti siano stati vittime di allucinazione. La signora Aiga Wenther di Toscolano racconta di aver visto il testone smisurato di Bennie emergere di fronte a San Felice, per poi rituffarsi con la sua mole smisurata tra le onde . Sempre a San Felice, solo alcune settimane fa, Walter C. vede emergere in un ribollire d’acqua un grande animale simile ad un serpente , che subito si inabissa dopo pochi secondi. Un camionista di Riva del Garda lo avvista dalla strada a largo di Gargnano. Un pescatore di Garda lo vede nuotare di fronte a Villa Canossa. Un turista lo vede muoversi sotto la superficie dalle parti di Campione. Un sub vede un animale smisurato sulla costa veneta. E tanti altri ancora. Spesso vogliono rimanere anonimi, per non rimanere vittime di scherni e prese in giro. Burla? Psicosi? O davvero un gigantesco animale vive nelle profondità del Garda? In attesa di sviluppi, la leggenda di Bennie continua dopo secoli e secoli e ci piace immaginarlo, reale o fantastico che sia, come uno “spirito protettore” del lago, giunto per salvarlo e difenderlo da chi avvelena le sue acque con l’inquinamento e da chi vorrebbe trasformalo in un’immensa piscina dai bordi di cemento.