Intervista a Nonfarmale, ex professore del Bagatta, oggi assessore alla cultura del Comune di Manerba

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Andrea Nonfarmale, ex professore di storia e filosofia al Liceo Bagatta di Desenzano, oggi assessore a cultura e pubblica istruzione di Manerba

Data la sua scelta di dedicarsi alla politica, vorrei chiederle come vede il legame tra cultura e politica, platonicamente indissolubile, ma che, oggi, appare sempre più inconciliabile.

Non ho avuto un’attrazione spontanea precoce alla politica, solo a tarda età ho sentito che non potevo esimermi dal dare un mio contributo anche nella sfera delle responsabilità politico-sociali. Più che una scelta autonoma, si è trattato di una risposta alla sollecitazione di amici che chiedevano un mio apporto.

E’ stato quello il momento in cui il mio percorso filosofico mi ha portato a scegliere: accontentarmi di gestire idee magari auspicando dagli altri di ispirarsi e realizzarne gli ideali oppure di cercare io stesso di concretizzare quel bisogno di giustizia e di bene comune, frutto della mia frequentazione filosofica. Propio l’esempio di Platone mi è stato di conforto, ma anche, se non soprattutto, l’istanza di un Cristianesimo che vede nella politica una possibile forma alta di quella carità in cui esso stesso si essenzializza. Pur consapevole che sarebbe stato un percorso laborioso e difficile, io dovevo fare il mio dovere.

Naturalmente concepivo il mio contributo prevalentemente nell’ordine di una crescita culturale ad ampio raggio, ma sempre finalizzata alla formazione di cittadini veri, consapevolmente ispirati ai valori della tolleranza, giustizia e buona convivenza sociale. Ritenevo e ritengo che le nostre comunità abbiano urgente bisogno del recupero di una cultura umanistica atta a rigenerare le radici del senso di appartenenza reciproca contro alla decadenza individualistico-consumistica che un certo tipo di progresso ha negativamente diffuso.

Come membro del Centro di Cultura Bazoli, già trent’anni fa, si è reso conto della necessità di un confronto culturale in modo da affrontare quella decadenza etico-morale che, allora come oggi, rappresenta una questione di centrale importanza. Ci ricorda la sua esperienza?

Non sono stato uno dei membri fondatori del Centro, ma sono stato sollecitato prima come fruitore e poi come componente del gruppo organizzativo. Ciò che per me era più significativo era il trovarmi a fianco di persone genuine, disinteressate e sinceramente impegnate a contribuire all’elevazione spirituale della comunità del basso Garda.

Perché spirituale?

Perchè il Centro era animato dalla consapevolezza di un incombente nichilismo individualistico-materialistico che disorientava gli uomini del nostro tempo e di fronte al quale non si poteva rimanere disattenti o passivi. Occorreva, quindi, responsabilizzarsi per mantenere viva una “spiritualità” nella sua accezione pregnante: diffusione di cultura in tutti gli ambiti, ma verso il comune recupero di un’antropologia autentica, etica e cristiana al tempo stesso.

Filosofia e teologia erano le due coordinate accomunanti le iniziative del Centro, all’insegna di convegni e conferenze di personalità qualificate che hanno, allo stesso tempo, segnato la storia del Centro, ma anche il tempo delle comunità del basso Garda. Esperienza straordinaria, anche se segnata dagli alti e bassi che le opere umane portano con sè.

Alla luce del panorama odierno nell’istruzione, come vede il ruolo dell’insegnante e come pensa possa essere valorizzato?

Talvolta ho l’impressione che stiamo vivendo in una fase crepuscolare di una scuola fondata sul λόγος, parole nei concetti, concetti nelle parole. Il trionfo delle immagini e dei messaggi informatici,infatti,sta mettendo a rischio la profondità dello spirito, quello che vive di parole pensate e di silenzi riflessivi.

Cosa potrà esse la scuola senza λόγος*? La scuola dovrebbe essere spazio di alimentazione spirituale dei giovani ed i docenti si dovrebbero sentire “funzionari” dell’umanità, atti a coltivare la pluralità dello scibile umano con serietà e metodo, al fine delle formazione civica ed etica degli alunni, cosicchè possano diventare “personalità”.

La mia esperienza scolastica si è ispirata alle parole con cui Kant chiude la sua “Critica della ragion pratica”: “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova… il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”. Nel cielo stellato c’è tutto ciò che appartiene al bello ed all’artistico ed è proprio l’educazione al piacere disinteressato a sfociare in quella moralità della vita che ci abilita ad essere uomini buoni e giusti. Tutto questo è l’essenza della scuola e in questa atmosfera credo debbano muoversi ancora i docenti e le comunità studentesche del nostro tempo e del tempo a venire.

Anna Boscaini

* Logos (in greco: λόγος) ha molteplici significati: stima, apprezzamento; relazione, proporzione, misura; ragion d’essere, causa; spiegazione, frase, enunciato, definizione; argomento, ragionamento, ragione.

Decima edizione di Profumi di Mosto: domenica 9 alla scoperta dei rossi della Valtènesi.

Profumi di Mosto

Uno scorcio dell’azienda agricola Zuliani di Padenghe durante la scorsa edizione

Con le ultimissime battute della vendemmia, domenica 9 in 18 cantine della riviera bresciana del lago di Garda sono attesi tanti appassionati del nettare di Bacco per la decima edizione di “Profumi di Mosto”, circuito enogastronomico organizzato dal Consorzio Garda Classico.

È l’occasione ideale per immergersi nei colori e nei sapori dell’autunno gardesano. Nelle aziende agricole a predominare sarà per l’appunto il profumo di mosto dei futuri vini della nuova Doc Valtènesi. Questa è la prima vendemmia della nuova denominazione, che nella versione Valtènesi Chiaretto sarà in commercio dal 14 febbraio e dal prossimo settembre nella versione rosso chiamata semplicemente Valtènesi.

All’appuntamento di domenica i protagonisti dalle 11 alle 18 saranno proprio i rossi, abbinati a un piatto della tradizione gastronomica locale, ma gli interessanti potranno andare alla scoperta della cantina guidata dai vari produttori. Le aziende saranno divise in tre itinerari e il ticket di accesso alla manifestazione costa 25 euro, compreso il bicchiere da degustazione e può essere prenotato con uno sconto di 2 euro all’infoline 347/7095484 o scrivendo a info@profumidimosto.it. Per chi non vuole pensare all’automobile, c’è la possiblità di sfruttuare il servizio pullman, il cui costo è di 10 euro.

“Ci aspettiamo grande partecipazione – dice Sante Bonomo, presidente del consorzio – e ogni cantina sta facendo del proprio meglio. C’è la possibilità di conoscere un vino con caratteristiche peculiari tra cui la piacevolezza”.

La novità dell’edizione è che tutti i vini della rassegna saranno in degustazione in 11 oasi nelle piazze di altrettanti paesi, dove a organizzare è l’associazione “Lagodigarda tutto l’anno” (ingresso 2,50 euro per chi non partecipa all’evento Garda Classico).

Percorso A

La Torre (Mocasina di Calvagese)

Pasini – San Giovanni (Raffa di Puegnago)

Pasini Giuseppe e Maurizio (Bedizzole)

Pietta (Castrezzone di Muscoline)

Pratello (Padenghe)

Spia d’Italia (Lonato)

Percorso B

Civielle – Cantine della Valtènesi e della Lugana (Moniga)

La Basia (Puegnago)

La Guarda (Castrezzone di Muscoline)

Le Gaine (Bedizzole)

Masserino (Puegango)

Provenza (Desenzano)

Percorso C

Avanzi (Manerba)

Cantrina (Cantrina di Bedizzole)

Cobue (Pozzolengo)

Monte Cicogna (Moniga)

Selva Capuzza (Desenzano)

Redaelli de Zinis (Calvagese)

Una proposta di scavi al Sercol di Nuvolera

In data 21 Luglio 2011 si è svolto presso l’oratorio di Nuvolera il primo convegno riguardante il sito di interesse archeologico de”El Sercol”,col patrocinio del Comune di Nuvolera.In quest’occasione lo studioso Franco Liloni ha esposto con dovizia e passione le primissime ricerche effettuate presso il misterioso cerchio di pietre di Nuvolera,dedicando particolare attenzione ,oltre all’ambito storico-archeologico,anche all’aspetto naturalistico e botanico del Monte Cavallo,di grande importanza.Il prof.Gaspani dell’osservatorio di Brera ha invece reso pubblici i primi studi derivanti dai rilievi archeoastronomici eseguiti in loco,riprendendo e supportando l’ipotesi che “El Sercol” si tratti di un antico osservatorio solare e primitivo luogo di culto,ipotesi già lanciata,con le dovute cautele e il beneficio del dubbio,da noi e dal grande esperto di megalitismo Alberto Pozzi della prestigiosa Società Archeologica Comense.
Ipotesi che però ora deve essere necessariamente essere supportata dalla ricerca archeologica.Solo studi accurati e professionistici possono portare ora dati in grado di avvalorarla o addirittura di controvertirla (è sempre saggio prendere in considerazione che dalla ricerca possano venire fuori soluzioni e risultati a volte diametralmente opposti a quanto in un primo momento si era supposto).
In ogni caso,è molto bello ed edificante constatare l’attenzione dedicata dal Comune e dalla popolazione di Nuvolera allo studio e alla rivalutazione del sito,investendo in esso tempo e sostanza.
Per questo ora auspichiamo che il Comune possa continuare per la buona strada intrapresa,stanziando una piccola somma(magari pari o anche inferiore a quella già stanziata per i primi studi) con cui finanziare la Soprintendenza ai Beni Archeologici e gruppi di scavo autorizzati sotto la supervisione di professionisti per effettuare alcuni carotaggi e primi saggi di scavo al Sercol.Da essi verranno dati ufficiali che finalmente potranno dare risposte concrete sulla datazione del manufatto,su chi lo costruì e per quale motivo.Non è da escludere il rinvenimento di preziosi reperti che potrebbe gettare nuova luce ed interesse per lo studio del sito.Nucleo centrale degli studi archeologici potrebbe essere il Museo Archeologico della Valsabbia,ottimo centro di ricerca e documentazione con il quale lo studioso Liloni collabora attivamente.Con un’azione di questo genere,il Comune di Nuvolera si coprirebbe di onori ben meritati,finanziando la ricerca archeologica,ahimè troppo spesso priva di fondi adeguati,e dando la possibilità ai nostri giovani e bravissimi archeologi italiani di lavorare con profitto.Un ricerca sul nostro passato aiutando i giovani ricercatori a lavorare.Ciò non sarebbe una spesa,ma un importante investimento da parte del Comune per dare veramente risalto e importanza al cerchio di pietre.Vedendo già l’impegno profuso per i primi patrocini,siamo fiduciosi che il Comune di Nuvolera potrà accettare la nostra proposta con l’entusiasmo che fin qui ha dimostrato.